Forum Acadi 2025, Raimondi: “La tutela della salute è prioritaria”. Rada: “Presidio di legalità sul territorio per contrastare l’illegale”. Di Faustino: “Serve una visione di sistema per la tutela della salute”.

Al Forum Acadi 2025, in corso a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio, è stato presentato il nuovo Bilancio di Sostenibilità di Comparto, un documento che raccoglie dati, analisi e prospettive sul settore del gioco pubblico legale. Il bilancio, realizzato con il contributo di più attori, è stato illustrato da Daniele Raimondi (Eversheds Sutherland), Yessica Rada (Acadi – Global Starnet) ed Emanuele Di Faustino (Nomisma). I loro interventi hanno sottolineato i temi della responsabilità sociale, della tutela della salute e della necessità di un presidio di legalità diffuso e regolato.

Daniele Raimondi (Eversheds Sutherland)

“La sostenibilità rappresenta il leitmotiv degli ultimi anni: l’unica rendicontazione che le aziende hanno avuto è di natura finanziaria. Si è presa coscienza di dover affrontare altri tipi di impatti verso ambiente, società e governance che le aziende hanno verso l’esterno, e Acadi ha colto questo importante spunto realizzando un bilancio di sostenibilità.

Il lavoro del nostro studio ha rappresentato un punto di partenza e un punto di arrivo per Acadi, perché l’asseverazione presenta uno strumento di accountability esterna per gli stakeholder del settore.

L’attività di revisione effettuata sul bilancio si ispira ai principi standard: abbiamo avuto modo di verificare che fosse in linea con questi principi. Acadi compie il bilancio di un settore, non di un’azienda, quindi ci sono molte criticità da valutare. L’incarico di revisione in senso stretto è stato svolto in regola col protocollo ISAE 3000, basandoci sull’attendibilità dei dati quantitativi e sulla coerenza dei dati qualitativi. Abbiamo dato un giudizio positivo sul bilancio.

Mi preme sottolineare che gli argomenti di maggiore importanza sono la tutela della salute e il presidio del territorio. Gli ultimi interventi normativi hanno introdotto novità importanti: il decreto di riordino del gioco online ha previsto la tutela dei minori con l’autenticazione a due fattori e l’introduzione del registro degli autoesclusi, oltre all’utilizzo di strumenti di prevenzione come quelli dell’intelligenza artificiale. Mi ricollego al gioco fisico col presidio del territorio, dove sconta alcuni problemi”.

Yessica Rada (Acadi – Global Starnet)

“Mi occupo di compliance e protezione di dati personali. Ringrazio Cardia per aver coinvolto tante figure importanti di questo settore. Il presidio di legalità si realizza con la presenza di un’offerta regolamentata: su 7.896 comuni, 5.900 hanno punti vendita generalisti mentre 1.680 hanno punti vendita specializzati. I numeri continueranno a diminuire se non si interviene, mentre mantenendo questa capillarità diffusa si può tutelare la salute dei cittadini e contrastare l’illegalità.

Il riordino dovrebbe aggiornare i criteri di distribuzione dei punti vendita, non solo con i vincoli come la distanza dai luoghi sensibili, ma considerando la reale domanda dei territori. La presenza sul territorio assicura la tutela della salute, la protezione di minori e soggetti fragili, la sicurezza degli utenti. La legalità consente di prevenire il gioco illegale, evita lo spostamento della domanda e permette di contrastare la criminalità organizzata. Se si continua a penalizzare la filiera si rischia di vanificare i progressi raggiunti”.

Emanuele Di Faustino (Nomisma)

“Il mio obiettivo è mettere in luce alcune evidenze nel rapporto di Nomisma, compiuto per Novomatic Italia. Dal 2019 al 2024 la spesa dei giochi regolamentati è aumentata, trainata dal gioco online, ma c’è stata una contrazione degli apparecchi di intrattenimento anche in virtù delle misure normative che hanno interessato il segmento.

In concomitanza con la pandemia sono aumentate le giocate online e anche il peso che il gioco a distanza ricopre nei giochi pubblici. I numeri fanno riflettere sull’efficacia delle leggi attuali nella prevenzione del disturbo del gioco. Gli italiani amano giocare: i più diffusi sono lotterie e gratta e vinci. Di contro, gli apparecchi sono in fondo alla graduatoria. Per la tutela della salute serve una visione globale e di sistema, che non si focalizzi solo su alcuni segmenti.

Gli italiani giocano per passatempo, ma c’è un 21% che lo fa per motivi economici: vanno quindi rimodulati i messaggi per i target da intercettare. Bisogna far capire che il gioco è una forma di intrattenimento e non un modo di arricchirsi. Due giocatori su tre preferiscono il gioco fisico perché sanno di non poter essere truffati e hanno la garanzia di un’assistenza immediata”. ng/AGIMEG