“È impossibile pensare di tutelare un giocatore senza un quadro normativo chiaro e senza una cornice di legalità: senza regole consegneremmo il giocatore all’illegalità, dove non potremmo più aiutarlo”. Lo ha affermato Emilio Zamparelli, presidente nazionale del Sindacato Toto Ricevitori Sportivi, intervenendo nel corso dell’evento “Giocare da grandi” dedicato alla presentazione della ricerca SWG sul gioco patologico.
Zamparelli ha sottolineato come il settore e il legislatore abbiano lavorato molto negli ultimi quindici anni per rafforzare la tutela del giocatore, e ha invitato a non azzerare quanto fatto: “Si può fare di più, certo, ma non partiamo da zero: il giocatore è stato sempre tutelato, anche prima, soprattutto nell’era analogica, dove era più facile intercettare chi eccedeva”.
Il presidente di STS ha richiamato l’attenzione anche sul gioco online: “Oggi esiste il giocatore invisibile, quello che gioca chiuso in casa e non è più facilmente individuabile. È un tema su cui dobbiamo riflettere”.
Infine, Zamparelli ha ammonito contro la confusione tra gioco e patologia: “Sta passando l’idea che il gioco sia sinonimo di ludopatia. Non è così: il gioco legale va inquadrato nella giusta dimensione, evitando di fare un ‘minestrone’ tra fenomeni diversi”. gpm/AGIMEG

