Il secondo giorno di ICE Barcelona 2026 si conferma un momento centrale di confronto sul futuro del gioco pubblico in Italia, tra operatori, istituzioni e professionisti del settore. Tra le voci protagoniste del dibattito anche Giuseppe Volpe, Managing partner di Cuiprodest, intervenuto ai microfoni di Agimeg per fare il punto su attività di lobbying, rapporto con la politica e prospettive del riordino del gioco fisico.
Cuiprodest e il lavoro di lobbying sul gioco pubblico
“Cuiprodest è una società di lobbying. Siamo gli unici in Italia a fare esclusivamente lobbying, quindi per noi vuol dire che il lavoro che facciamo da mattina a sera è solo ed esclusivamente politico”.
Volpe ha spiegato come l’approccio della società si basi su una combinazione di analisi dei dati e capacità di raccontare alla politica gli aspetti positivi del settore del gioco, spesso relegato – ha sottolineato – “in una nicchia, un po’ in una zona d’ombra”.
Un metodo che, secondo Volpe, ha permesso di costruire un dialogo efficace con le istituzioni e di ottenere risultati concreti per i clienti, risultati che “sono sulla bocca di tutti e sulle pagine anche di Agimeg”.
Il riordino del gioco fisico e il “tesoretto” per lo Stato
Ampio spazio nell’intervista è stato dedicato al riordino del gioco fisico, uno dei dossier più attesi dal comparto.


“La delega che il Governo ha, scade a fine agosto ed è già stata prorogata. Sarà utilizzata quella delega, secondo noi, per fare un riordino del gioco fisico che dovrà portare alle casse dello Stato 2 miliardi e mezzo di euro circa” (ndr: cifra compensiva delle gare per scommesse, apparecchi da intrattenimento, bingo e l’eventuale anticipazione di quella per i Gratta e Vinci)
Secondo Volpe, questa cifra rappresenterebbe un vero e proprio “tesoretto” destinato alla prossima legge di bilancio, che sarà una finanziaria a forte valenza politica:
“La prossima legge di bilancio sarà una finanziaria ‘elettorale’, perché immediatamente dopo si vota, e a qualsiasi candidato fa comodo avere 2 miliardi e mezzo di tesoretto”.
Politica e gioco: un settore ancora “scivoloso”?
Sul rapporto tra gioco pubblico e politica, Volpe non nasconde le difficoltà storiche del comparto. “Il settore del gioco è oggettivamente un settore scivoloso per i politici. In passato qualcuno ci si è scottato”.
Ma il quadro, secondo il fondatore di Cuiprodest, è profondamente cambiato. “Attualmente il settore del gioco produce divertimento per gli utenti ed è pieno di strumenti per arginare le ludopatie. È quindi un settore con cui la politica può interloquire senza nessuna remora”.
Il dialogo con le istituzioni come chiave del futuro
Volpe ha ribadito l’importanza del confronto diretto con politica e amministrazione. “La politica, così come l’ADM, sono piene di persone competenti, assolutamente ed estremamente competenti, e ben disposte a confrontarsi con operatori e associazioni”.
Un metodo già sperimentato con successo nel riordino del gioco online, e che – ha assicurato – verrà replicato anche sul fronte del gioco fisico. “Se non ti occupi di politica, la politica si occupa di te: quindi tanto vale parlarci”.
Un messaggio chiaro, lanciato dal palco di ICE Barcelona, che rafforza il ruolo del dialogo istituzionale come passaggio obbligato per accompagnare il settore del gioco pubblico verso una nuova fase di regole, stabilità e investimenti.
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