Il TAR Calabria, sezione di Reggio Calabria, ha respinto il ricorso presentato dal titolare di una sala giochi contro il Comune di Villa San Giovanni, confermando la legittimità della chiusura disposta dall’amministrazione.
Il provvedimento contestato riguardava la sospensione immediata dell’attività e l’annullamento degli effetti della SCIA, a seguito di controlli congiunti della Questura e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che avevano evidenziato irregolarità, tra cui la presenza di apparecchi non conformi e una seconda scheda di gioco non autorizzata.
L’esercente aveva denunciato violazioni procedurali e mancata proporzionalità, sostenendo che l’amministrazione avrebbe potuto applicare sanzioni meno gravi. Tuttavia, il TAR ha ritenuto fondato l’operato del Comune, richiamando l’art. 10 del TULPS, che consente la sospensione o la revoca dell’autorizzazione in caso di abusi o violazioni.
Il tribunale ha sottolineato come la gravità delle infrazioni, unite alla vicinanza del locale a luoghi sensibili, giustificasse la misura drastica, senza necessità di ulteriori comunicazioni istruttorie.
Con la decisione, il ricorrente è stato inoltre condannato a versare 2.000 euro ciascuno al Comune e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre accessori di legge. sm/AGIMEG









