Il 19 maggio 1995 nasce il più grande trottatore del mondo, Varenne. La ricorrenza è ricordata in un intervento firmato da Rolando Luzi, manager della carriera agonistica del cavallo, che ripercorre la storia e il valore umano di una leggenda dell’ippica mondiale.
La nascita di un mito e le ragioni di un culto che dura
Ogni anno se ne festeggia il compleanno e, naturalmente, si celebrano le sue gesta in una carriera agonistica straordinaria. Ora vi pongo un paio di domande, amici appassionati di mondo animale e di sport: conoscete un altro cavallo di cui si festeggia il compleanno ogni anno, nonostante la sua carriera agonistica sia terminata il 28 settembre 2002 a Montréal? Perché, a distanza di tanti anni, Varenne si celebra ancora come un mito e una leggenda?
Le risposte, per me e sicuramente anche per Giampaolo Minnucci, sono molto semplici. Siamo gli unici ancora in vita (il povero Enzo Giordano, storico proprietario, è purtroppo scomparso lo scorso anno) a poter raccontare la vera storia e far capire che Varenne, nella sua vita, ha sempre trasmesso — e continua a trasmettere — un’unicità di sensazioni ed emozioni che l’essere umano riesce a percepire solo standogli vicino, oppure rivivendo e piangendo per le sue straordinarie vittorie in tutto il mondo.
Il legame con Enzo Giordano: i sabati in scuderia e le trasferte nel mondo
Credo che Enzo, quando decise di mettere Varenne in razza come stallone, avesse già in mente di continuare a vivere il cavallo come un figlio e di fare le stesse cose che faceva quando correva: venirlo a trovare tutti i sabati, sempre con pasticceria napoletana al seguito e mozzarelle di bufala per tutta la nostra scuderia e per gli addetti ai lavori; seguire sempre le sue corse in tutto il mondo, partendo anche in macchina una settimana prima come per il primo Elitloppet a Stoccolma perché aveva paura dell’aereo, paura che poi ha superato (anche se, per le sue prime vittorie, il debutto a Roma con il nostro team e il Gran Premio Gaetano Stabile nel ’98, non era presente per amore della famiglia e per la prima comunione del figlio); e festeggiare i suoi compleanni con la fantastica torta di mele e carote che tanto piace al Capitano.
Il Lotteria 2025 di Agnano e il potenziale mediatico
Nel corso degli anni Varenne ha dimostrato di avere un potenziale mediatico e comunicativo straordinario: lo testimonia l’ultima uscita pubblica nella sua Napoli, al Lotteria 2025 di Agnano, davanti a oltre 15.000 spettatori che, a più di vent’anni dalla sua ultima corsa, continuano ad acclamarlo e osannarlo come una star di Hollywood.
I fan, gli amici e chi ha fatto la storia del Capitano
Per comprendere perché tanta gente conosce il mito di Varenne anche se non era nemmeno nata ai tempi delle sue imprese, basta parlare con Alice, una ragazza fantastica con una disabilità importante, che piange quando è vicino al campione e si emoziona ogni volta che rivede le sue corse epiche. O pensare ai tanti fan che lo hanno seguito negli anni senza alcun interesse personale: il ricordo va al compianto Paolo Cianfaroni, scomparso pochi giorni fa, fondatore dell’associazione “Amici del Capitano”, e a tantissime altre persone che, insieme a Giampaolo, abbiamo incontrato nel tempo e che continuano a far parte della nostra vita e rimane nel nostro cuore sempre con grande riconoscenza.
La pensione a Eboli
Oppure si può andare da Dario De Angelis, allevatore campano che oggi ospita Varenne per la sua meritata pensione conclusa la monta artificiale nel fantastico allevamento Jemma (sigla LJ) a Eboli, in provincia di Salerno, sempre disponibilissimo ad accogliere ospiti per visite e foto con Varenne.
Il soprannome “Il Capitano” e il ricordo di Domenico Deci
Colgo l’occasione per ricordare anche il giornalista milanese Domenico Deci, scomparso prematuramente, che seguì in giro per il mondo il fantastico cavallo e coniò per Varenne il soprannome “Il Capitano”, dopo la rivalità con Viking Kronos, chiamato “Il Fenomeno” in onore di Ronaldo. Mimmo, tifoso milanista doc, scelse “Il Capitano” in omaggio a Franco Baresi.

L’augurio per il 31esimo compleanno
Il più grande augurio che faccio al nostro Varenne, per il suo 31esimo compleanno, è che un giorno si possa raccontare la favola vera e completa di come è nata questa leggenda: per far capire ai giovani che il mondo dell’ippica è aggregazione, famiglia, lavoro, natura e passione per il primo amico dell’uomo, che è sempre stato il cavallo.
Tanti auguri, Varenne. E, come dico sempre nelle mie trasmissioni e alla gente: “Io sono qui grazie a un cavallo.”

