Il Consiglio per la Pubblicità della Turchia, attraverso il Ministero del Commercio, ha confermato il blocco di 30 account social media accusati di promuovere illegalmente il gioco.
Le verifiche hanno stabilito che diversi contenuti pubblicitari violavano il Regolamento turco sulla pubblicità commerciale e le pratiche scorrette, oltre alla Legge sulla tutela dei consumatori. Gli account sono ora sottoposti a una procedura di sospensione definitiva, salvo rimozione dei post incriminati prima che la misura diventi effettiva.
Il gioco in Turchia è sottoposto a un regime normativo particolarmente severo: i casinò sono vietati dal 1998, mentre il gioco online non è mai stato legalizzato, venendo proibito nel 2006.
Il fenomeno dell’illegalità rimane tuttavia una piaga: già nel 2019, le autorità avevano arrestato 113 sospetti per la gestione di bische clandestine e altri 709 individui per reati connessi. sm/AGIMEG









