La quarta sezione del Tribunale di Palermo si è pronunciata in merito al processo sulla gestione di un giro di scommesse clandestine. Ben nove le condanne comminate (con pene tra i 2 e i 6 anni) mentre altri tre soggetti coinvolti sono stati assolti. Probabilmente sono state decisive in tal senso le tesi degli avvocati difensori, secondo i quali alcune intercettazioni telefoniche a carico degli assistiti non da considerare come inutilizzabili.
L’antefatto e l’ingerenza mafiosa
Il processo nasce da un’indagine della Guardia di Finanza che nel 2020 portò alla luce gli interessi della mafia nel settore delle scommesse. Stando al lavoro degli inquirenti ci fu anche la complicità di alcuni titolari di agenzie, che avrebbero riciclato denaro sporco per conto di alcuni importanti boss della zona, nella fattispecie di Porta Nuova, Pagliarelli, Brancaccio, Noce e Santa Maria di Gesù.
Una delle figure centrali di questo giro ha una “carriera” piuttosto lungo e che affonda le sue radici nel 1991 quando un commando di cui faceva parte, svuotò un caveau del Monte della Pietà. Al suo interno erano presenti oro e gioielli per un valore di 18 miliardi di lire, che non sono mai stati recuperati. ap/Agimeg.










