Il TAR Lombardia ha respinto la domanda cautelare presentata da una società contro l’ordinanza del Comune di Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano, che disciplina gli orari degli esercizi commerciali per il 2026, nella parte relativa a sale giochi e sale scommesse.
Il provvedimento comunale prevede per queste attività la chiusura dalle 19:00 alle 1:00, con sanzioni amministrative in caso di violazione. La società ricorrente aveva chiesto la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza sindacale n. 30/2026 e degli atti presupposti, compreso il parere della Commissione comunale previsto dalla normativa regionale.
La decisione del TAR

Secondo il Tribunale, al sommario esame proprio della fase cautelare, il ricorso non presenta elementi sufficienti di fondatezza. I giudici hanno rilevato che il Comune ha acquisito gli elementi istruttori richiesti dallo Statuto comunale e dalla legge regionale lombarda n. 6/2010.
Il TAR ha inoltre precisato che il caso non è sovrapponibile a una precedente decisione del 2022 dello stesso Tribunale, perché il procedimento amministrativo si è sviluppato secondo modalità diverse.
Per i giudici, una volta acquisiti gli elementi istruttori necessari per valutare la situazione da regolare, non è necessario aggiornarli continuamente. Questo a meno che non ci siano stati mutamenti significativi, che nel caso specifico non risultano emersi.
Il Tribunale ha quindi escluso la sussistenza dei presupposti per concedere la tutela cautelare. Ha compensato tra le parti le spese di questa fase del giudizio. sm/AGIMEG

