IGE 2026, Toxiri (FIT-STS): “Soffriamo di un problema reputazionale, ma invece siamo impegnati in prima linea nella responsabilità sociale”

Barbara Toxiri, direttrice politiche associative FIT-STS, è intervenuta alla tavola rotonda dal titolo “Employer branding in mercati ad alta reputazione sensibile” che si è tenuta all’IGE 2026 di Roma.

Io rappresento una realtà sindacale che comprende sia il gioco che il tabacco” – ha detto la Toxiri – “e per scelta, come sindacato, non siamo presenti sui social. Quando selezioniamo persone per lavorare con noi, in linea di massima, verifichiamo che la narrazione della nostra realtà coincide con quello che le persone trovano nella struttura“.

La nostra associazione conta in tutto 500 dipendenti e il problema reputazionale lo affrontiamo più di riflesso che direttamente, perché rappresentiamo i tabaccai. E’ vero che questa categoria è considerata quella che propone prodotti visti male dall’opinione pubblica, come i giochi. Ma anche noi siamo impegnati nella responsabilità sociale e accompagniamo i nostri associati con queste attività“.

Ai nostri dipendenti non possiamo offrire grandi prospettive carrieristiche ma offriamo, invece, un contesto lavorativo che rispetti il cosiddetto work-life balance, cioè l’equilibrio tra impegno e vita privata. Abbiamo lavorato su tanti progetti. Dal welfare aziendale ai benefit concessi ai dipendenti. Tutti vantaggi che vengono apprezzati. E per questo abbiamo un altissimo tasso di fidelizzazione del personale. Nonostante il nostro cliente, il tabaccaio, sia molto esigente“.

Ha concluso Barbara Toxiri: “Noi abbiamo una struttura politica. Gli stessi tabaccai entrano nell’organizzazione che fornisce le linee guida all’attività dell’associazione. Si tratta di una leadership rispetto a una grande azienda. Io sono una testimonial della fedeltà aziendale, visto che lavoro in Fit da 28 anni. Ma certamente non è facile allineare tutte le anime di una organizzazione. Il work-life balance è una priorità perché alla fine, smart working a parte, passiamo pù tempo con i colleghi che con la famiglia“. gm/AGIMEG