A conclusione di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, la polizia ha eseguito due misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di due italiani di 36 e 39 anni, ex gestori di una sala scommesse di Trofarello.
I due sono indagati, insieme ad altre tredici persone a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, frode sportiva e autoriciclaggio.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Torino, guidata dal dirigente Davide Corazzini, e dalla Sisco, è partita nel settembre 2022 e ha svelato l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alla raccolta clandestina di scommesse sportive, anche a distanza, tramite piattaforme non autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, come betart.bet, specialbet.bet e crazybet.
I sistemi erano accessibili solo tramite link dedicati e gestiti da un gruppo strutturato in modo piramidale, che concedeva linee di credito e fidi agli scommettitori, muovendo somme per centinaia di migliaia di euro. Secondo quanto emerso, il gruppo utilizzava chat criptate, nickname e sistemi di cifratura per eludere le indagini e operava in violazione delle norme fiscali e antiriciclaggio.
Le analisi finanziarie hanno permesso di ricostruire flussi di denaro tra carte prepagate e conti esteri, individuando operazioni di autoriciclaggio finalizzate a reinvestire i proventi illeciti in circuiti apparentemente legali.
Tra gli scommettitori figurava anche un calciatore professionista che aveva accumulato nel tempo un considerevole debito di gioco. Dalle sue dichiarazioni alla magistratura sono emersi riscontri sul funzionamento della rete clandestina. cdn/AGIMEG

