Al summit organizzato da Peers for Gambling Reform, Tim Miller, direttore esecutivo della Gambling Commission, ha tracciato un bilancio dello stato delle riforme in corso nel settore del gioco in Gran Bretagna, sottolineando i progressi raggiunti e le sfide ancora aperte.
Miller ha ricordato come, “con il White Paper del 2023, il Regno Unito sia entrato in una nuova fase di regolamentazione, la più ampia dai tempi del Gambling Act del 2005“. Dopo oltre 15 anni di framework normativo sostanzialmente invariato, il documento governativo ha dato vita a un piano di riforme organico, supportato trasversalmente dal Parlamento.
Tra i cambiamenti introdotti e già applicati, Miller ha elencato: controlli di vulnerabilità finanziaria basati su dati pubblici con soglia di 150 sterline in un periodo di 30 giorni; nuove regole sul direct marketing, che danno ai consumatori maggiore controllo; misure per ridurre la velocità e l’intensità dei giochi online, rendendoli più trasparenti; rafforzamento della verifica dell’età, con controlli obbligatori nei locali di gioco per tutti i clienti che sembrano avere meno di 25 anni, estesi anche ai piccoli operatori attraverso test di acquisto mirati.
Accanto alla riforma, la Commissione ha intensificato l’attività di vigilanza. Solo tra l’inizio dell’anno fiscale, ad aprile, e i primi di agosto, sono stati emessi:
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344 ordini di Cease and Desist verso operatori e inserzionisti;
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45.674 URL segnalati ai motori di ricerca, con 30.605 URL rimossi;
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466 siti web segnalati per deindicizzazione;
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235 siti illegali oscurati o geo-bloccati.
Miller ha sottolineato che queste azioni, seppur molto onerose in termini di risorse, stanno dando risultati concreti.
Il dirigente ha avvertito dei rischi di “una riforma infinita”, insistendo sulla necessità di valutare l’efficacia delle misure introdotte e basarsi su prove concrete, non su intuizioni o pressioni politiche. In questo senso, la Commissione ha sviluppato con il DCMS un piano condiviso di valutazione del White Paper, affidato al National Centre for Social Research.
Miller ha ribadito che “le ispezioni sui locali da gioco restano competenza delle autorità locali e il finanziamento di tali attività è garantito dalle licenze stesse. Un’estensione del ruolo diretto della Commissione richiederebbe un modello di finanziamento completamente nuovo”. sm/AGIMEG

