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Thailandia, tassa sull’oro allo studio contro gioco illegale e riciclaggio

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La Thailandia valuta l’introduzione di una tassa dello 0,01% sulle transazioni in oro per rendere più trasparenti i movimenti finanziari e ostacolare l’impiego del metallo prezioso nel riciclaggio dei proventi derivanti da attività criminali, compreso il gioco illegale.

La proposta ha ricevuto il sostegno della Bank of Thailand e si inserisce in un più ampio coordinamento tra banca centrale, istituti finanziari e autorità pubbliche contro i flussi illeciti. La misura è attualmente all’esame del Ministero delle Finanze e non è stata ancora approvata in via definitiva.

Una tassa per tracciare le operazioni in oro

L’obiettivo principale dell’intervento non sarebbe quello di aumentare le entrate fiscali. Il prelievo consentirebbe alle autorità di creare un sistema strutturato di registrazione delle operazioni, rendendo più semplice ricostruire la provenienza e la destinazione dei capitali utilizzati per acquistare oro.

Secondo le autorità thailandesi, il metallo prezioso può rappresentare un’alternativa al denaro contante per trasferire o conservare fondi di origine illecita. Le transazioni in oro presentano infatti livelli di visibilità inferiori rispetto alle operazioni effettuate attraverso strumenti finanziari maggiormente regolamentati.

Il progetto rientra in una strategia più ampia della Bank of Thailand per contrastare l’utilizzo illecito del sistema finanziario, attraverso una maggiore collaborazione tra banche, autorità di vigilanza e forze dell’ordine.

I controlli già introdotti sul mercato dell’oro

La possibile tassa si aggiungerebbe alle misure adottate nel corso del 2026. Dal 1° marzo, le compravendite di oro effettuate sulle piattaforme online con regolamento in baht sono sottoposte a un limite giornaliero di 50 milioni di baht per persona e per piattaforma. La restrizione non riguarda gli scambi regolati in valuta estera né le compravendite effettuate nei negozi fisici.

I commercianti di oro che hanno registrato transazioni medie annuali pari ad almeno 10 miliardi di baht negli ultimi cinque anni devono inoltre comunicare le operazioni alla banca centrale e conservarne la documentazione per almeno tre anni.

Il contrasto ai flussi collegati al gioco illegale

Una parte dell’attenzione delle autorità riguarda i capitali riconducibili alle reti del gioco clandestino. In Thailandia la maggior parte delle attività di gioco è vietata, mentre le forme consentite sono circoscritte e sottoposte al controllo pubblico.

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Le organizzazioni illegali operano però attraverso reti finanziarie che possono utilizzare contanti, conti intestati a terzi, beni di valore e altri strumenti difficili da tracciare. Rendere visibili le operazioni in oro permetterebbe quindi di individuare più facilmente movimenti anomali e collegamenti tra soggetti diversi.

Il contrasto ai pagamenti e alle infrastrutture finanziarie è considerato centrale anche nella lotta internazionale al gioco illegale, un fenomeno sempre più complesso e transnazionale.

Restano ancora da definire l’ambito esatto di applicazione della tassa, le modalità di comunicazione delle operazioni e i tempi dell’eventuale entrata in vigore. Il confronto tra governo, banca centrale e operatori del mercato dell’oro proseguirà prima di una decisione definitiva. sb/AGIMEG

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