Le autorità thailandesi hanno annunciato un intervento su larga scala che ha colpito gruppi criminali coinvolti anche nel gioco illegale online, realtà che operavano attraverso strutture situate tra Thailandia, Cambogia e Myanmar. L’operazione ha portato alla confisca di beni pari a 10,15 miliardi di baht, circa 318 milioni di dollari (290 milioni di euro), e all’emissione di 42 mandati di arresto.
Le figure centrali dell’indagine
Tra i nomi indicati dagli investigatori compaiono il sino-cambogiano Chen Zhi, associato a strutture collegate a truffe e attività illecite online, e i cambogiani Kok An e Yim Leak, ritenuti parte di organizzazioni che hanno fatto uso dei proventi derivanti anche dal gioco non autorizzato. Le autorità collegano queste reti a operazioni che sfruttavano lavoratori forzati in complessi utilizzati per gestire sistemi di frode e attività di gioco irregolare.
Un fenomeno internazionale
Secondo gli inquirenti, i complessi utilizzati da queste organizzazioni generavano profitti illeciti tramite piattaforme di gioco online e schemi fraudolenti. Beni collegati a tali attività sono stati congelati anche all’estero: 354 milioni di dollari a Hong Kong e 116 milioni di dollari a Singapore, confermando la dimensione transnazionale del fenomeno.
L’impatto sul settore
Le autorità thailandesi ritengono che la struttura dei network coinvolti mostri un coordinamento sofisticato, con risorse reinvestite in beni e attività distribuite su più Paesi. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione i flussi economici legati al gioco online illegale e per identificare eventuali ulteriori collegamenti internazionali. ng/AGIMEG

