L’autorità thailandesi stanno lavorando senza soste per cercare di garantire la massima sicurezza per gli scommettitori. Con l’inizio dei Mondiali 2026 il numero delle giocate è inevitabilmente aumentato e hanno fatto capolino diversi operatori non autorizzati.
In soli 18 giorni sono stati bloccati 13.888 siti di scommesse associati ai Mondiali di calcio 2026. La campagna è stata condotta grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale, che è stata fondamentale per smascherare i movimenti loschi.
L’attività di repressione da parte delle autorità thailandesi
Dall’ufficio del Primo Ministro hanno fatto sapere che sono state adottate misure più severe per fermare questo genere di scommesse online durante la rassegna iridata. Il vice portavoce del governo Ploytalay Laksameesangchan ha invece affermato che sono state riunite le agenzie tecnologiche e di sicurezza per cercare di le attività di blocco contro gli URL sospetti.
Anche il Ministero dell’Economia ha fatto la sua parte supportando il tutto con degli strumenti di intelligenza artificiale. Questi sono stati utilizzati per individuare e analizzare i movimenti di queste piattaforme. L’obiettivo è quello di agire in maniera tempestiva per fermare il gioco illegale.

Determinanti le direttive del Primo Ministro Antuin Charnvirakul, che ha ordinato alle agenzie di eliminare i siti illegali, che per il governo possono essere dannosi a livello sociale. L’effetto di tutto ciò è che nei primi 18 giorni del mese di giugno sono state presentate diverse istanze in tribunale e sono stati approvati dei provvedimenti per bloccare i siti web illegali.
L’uso dell’IA è stato definito fondamentale dalle autorità della Thailandia, ragion per cui il governo vuole proseguire con questa linea di contrasto durante tutto il restante periodo del torneo.
Trasmissione delle partite
Un altro punto che è stato toccato dai vertici del paese asiatico, è quello riguardante la trasmissione delle partite. Secondo Ploytalay chi trasmette i match dei Mondiali 2026 in Thailandia senza l’autorizzazione scritta del titolare del copyright del segnale di trasmissione commette una violazione del copyright a livello commerciale.
Per chi dovesse trasgredire questo punto le pene possono essere piuttosto severe e possono arrivare fino alla reclusione da sei mesi a quattro anni. Un concetto che vale sia per le aziende che per i privati visto che le autorità hanno ribadito che l’uso commerciale della trasmissione del segnale non è consentito. ap/AGIMEG.

