Il Presidente della Prima Sezione del Tar Lombardia conferma l’interdittiva antimafia emessa dalla Questura di Milano nei confronti dell’amministratore di una società che gestisce alcune sale Vlt in Brianza. Nell’interdittiva – che poi ha comportato la revoca delle licenze di pubblica sicurezza e la cancellazione dal Ries – si spiega che sono emerse “concrete connessioni con la criminalità organizzata tali da condizionare le scelte dell’impresa in questione”. Alla base della vicenda c’è il provvedimento con cui il Tribunale di Reggio Calabria ha sequestrato le quote sociali, e il Presidente della Prima Sezione – nel decreto cautelare – adesso spiega che “tale misura espone l’intero patrimonio sociale a confisca e non determina la sospensione degli effetti interdittivi”, pertanto i provvedimenti emessi dalle amministrazioni devono ritenersi “vincolati e doverosi”. E quindi spiega che “il pregiudizio lamentato dalla ricorrente appare allo stato recessivo rispetto alla natura e alla rilevanza degli interessi pubblici affidati alla cura dell’autorità procedente, nonché alle esigenze di ordine pubblico volte ad espungere dall’esercizio di attività soggette ad autorizzazione un’organizzazione di impresa compromessa”. La richiesta di sospensiva verrà nuovamente discussa – di fronte all’intero Collegio della Prima Sezione e in pieno contraddittorio con l’Amministrazione – nell’udienza del 21 ottobre. lp/AGIMEG
Tar Milano conferma l’interdittiva antimafia a una società che controlla alcune sale vlt. “Prevale l’interesse pubblico”

