L’Autorità svizzera di vigilanza sul gioco (GESPA) ha presentato una denuncia penale contro la FIFA sostenendo che la piattaforma NFT “FIFA Collect” svolga attività assimilabili al gioco senza licenza in violazione della legge federale (BGS). È uno dei primi interventi regolatori europei mirati a NFT che combinano collezionabili digitali con ricompense affidate al caso.
Con sede a Zurigo, sempre in Svizzera, la FIFA rischia sanzioni qualora la Procura decida di procedere. “FIFA Collect” consente di acquistare, scambiare e collezionare NFT con highlight dei Mondiali e include i token “Right-to-Buy” (RTB) che danno accesso prioritario all’acquisto di biglietti per il Mondiale 2026. Questi NFT, venduti attorno ai 999 dollari e rivenduti fino a 30.000, variano di valore in base a rarità e performance delle squadre: un modello che per i regolatori ricalca scommesse o lotterie.

L’indagine è partita nell’ottobre 2025, quando GESPA ha individuato elementi di alea nei “drop” casuali e nei meccanismi premiali. In Svizzera qualsiasi attività che coinvolga posta, caso e premio richiede licenza locale, anche se l’operatore è estero ma raggiunge utenti svizzeri. Secondo il regolatore, i drop NFT e le funzioni RTB rientrano nella definizione legale; perciò sarebbero “non autorizzati e dunque illegali”, con conseguente denuncia. Il direttore Manuel Richard ha confermato che ulteriori dettagli restano riservati mentre il fascicolo passa ai magistrati.
Il quadro normativo elvetico riserva le licenze a soggetti svizzeri (case da gioco e operatori autorizzati come Swisslos e Loterie Romande). Poiché la FIFA ha sede a Zurigo e opera la piattaforma all’interno della giurisdizione, ricade nelle regole domestiche: promuovere o gestire gioco d’azzardo non autorizzato accessibile in Svizzera integra reato ai sensi dell’art. 130 BGS, punito con ammende o reclusione. La Procura svizzera sta ora valutando se formalizzare i capi d’imputazione contro la FIFA. sm/AGIMEG

