Studio Logista-Ipsos Doxa: mercato illegale prodotti da fumo “costa” 690 milioni di euro allo Stato. Antonelli (FIT): “La rete delle tabaccherie presidio ineludibile del mercato legale”

Il mercato illegale dei prodotti da fumo in Italia vale 1,2 miliardi di euro e coinvolge 1,8 milioni di consumatori, pari al 13,8% del totale. È quanto emerge dalla terza edizione dello studio “Prodotti da fumo e non da fumo: studio sul fenomeno dell’illegalità”, realizzato da Logista, principale distributore in Europa di prodotti e servizi per i punti vendita, in collaborazione con Ipsos Doxa sui dati del 2025.

Il mercato ufficiale nel 2025

Nel 2025 fumatori, vapers e pouchers in Italia sono stimati in circa 13 milioni, pari al 26,5% della popolazione. La quota di consumatori di tabacco tradizionale continua a essere prevalente ed è pari all’80,1% del totale, circa 10,5 milioni di persone, ma in calo rispetto agli anni precedenti (87% nel 2023 e 85,5% nel 2024). Crescono anche gli utilizzatori di sigarette elettroniche, passati dal 16% nel 2023, al 24,1% nel 2024 e al 27,1% nel 2025, pari a circa 3,5 milioni di persone. Resta stabile invece la quota di consumatori di stick per inalazione, con valori pari al 24,1% nel 2024 e al 23,9% nel 2025, equivalenti a 3,1 milioni di persone.

Nel 2025, il mercato dei prodotti da fumo e non da fumo nei canali ufficiali vale circa 24,5 miliardi di euro. La quota principale continua a essere rappresentata dal tabacco tradizionale con 18,3 miliardi di euro, mentre gli stick per inalazione si attestano a 4,4 miliardi di euro e la categoria delle e‑Cig arriva a 1,8 miliardi di euro, dati che confermano il ruolo significativo per l’economia del Paese.

La crescita dei canali non ufficiali

Nel mercato dei prodotti da fumo, l’utilizzo di canali non ufficiali rappresenta un trend in crescita costante negli ultimi tre anni, passando dall’11,5% nel 2023 al 12,2% nel 2024. Anche nel 2025 questo fenomeno continua ad avere un impatto rilevante coinvolgendo il 13,8% dei consumatori, pari a 1,8 milioni di persone. Nonostante la crescita del ricorso ai canali non ufficiali, il valore del mercato illecito, circa 1,2 miliardi di euro, pari al 4,8% del mercato totale, resta sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (5% nel 2024), grazie anche al parziale rientro del mercato delle sigarette elettroniche nel perimetro della legalità.

Le modalità di acquisto confermano le tendenze già note gli anni precedenti: per il tabacco tradizionale, circa due terzi delle vendite non ufficiali passano ancora attraverso canali fisici, mentre, nel caso delle sigarette elettroniche, l’illegalità corre soprattutto online, da cui proviene circa il 61% degli acquisti illeciti.

L’impatto economico dell’illegalità

L’acquisto di prodotti da fumo e non da fumo tramite canali non ufficiali genera mancate entrate erariali per 690 milioni di euro, potenziale impatto occupazionale per 5.900 posti di lavoro, e una perdita in termini di fatturato (produzione, distribuzione e vendita) di circa 630 milioni di euro.

Il danno all’erario si suddivide equamente tra tabacco tradizionale e sigarette elettroniche a seguito dell’aumento della tassazione nel 2025, mentre la perdita in termini di fatturato è legata principalmente ai prodotti e-Cig il cui mercato è in espansione.

La direttiva europea sulle accise (TED)

Per contrastare il fenomeno, la Comissione europeo ha avanzato a proposta di revisione della Direttiva Europea Accise sul Tabacco (T.E.D.), con l’obiettivo di armonizzare le norme fiscali tra Stati membri attraverso un aumento della tassazione dei prodotti da fumo e non da fumo e ridurre l’accesso da parte dei consumatori ai mercati illeciti. La ricerca Ipsos Doxa evidenzia tuttavia come gli aumenti proposti dalla Commissione non porterebbero ai risultati auspicati: 1 intervistato su 10, infatti, ha dichiarato che ricorrerebbe comunque all’acquisto tramite canali non ufficiali.

Sui dati rilevati dallo Studio, Logista ha stimato che solo gli aumenti per il tabacco tradizionale porterebbero a perdite erariali per lo Stato italiano quantificabili in oltre 1 miliardo di euro e un potenziale impatto occupazionale di ulteriori 500 unità, per un totale di 6.400 posti di lavoro.

Cannabis light: effetti del Decreto Sicurezza

Con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza nel 2025, la cosiddetta cannabis light, caratterizzata da un basso contenuto di THC, è stata riclassificata come illegale. L’analisi di Ipsos Doxa evidenzia una riduzione dei volumi complessivi, riconducibile alla contrazione dei punti vendita fisici, a fronte però di un incremento dell’incidenza degli acquisti attraverso mercati paralleli.

Percezione dell’illegalità tra i consumatori

L’80% degli intervistati ritiene che l’illegalità in questo settore sia un problema diffuso su scala nazionale, in continuità con l’anno precedente. Nell’opinione pubblica l’acquisto fisico resta il principale riferimento dell’illegalità (38%), ma cresce anche la percezione del rischio online, che passa dal 15% al 21%. Tra chi utilizza canali non ufficiali, invece, aumenta nettamente l’idea che il problema riguardi soprattutto gli acquisti attraverso canali fisici (46%, contro il 25% del 2024).

La nuova legge che vieta la vendita online di sigarette elettroniche con nicotina, in vigore dal 2025, è ancora poco conosciuta: tra gli user di prodotti di nuova generazione, il 40% non ne è a conoscenza e solo il 15% si considera ben informato. Resta anche diffusa l’idea che acquistare da canali non ufficiali comporti un rischio basso di essere scoperti e sanzionati.

Smaltimento dei dispositivi elettronici e Recycle-Cig

Nel 2025 la quota di utenti che dichiara di smaltire correttamente i dispositivi elettronici sale sensibilmente per tutte le categorie di prodotto. Gli incrementi principali riguardano in particolare le sigarette elettroniche ricaricabili (57% rispetto al 45% del 2024) e le relative ricariche (43% rispetto al 35% del 2024) che confermano il contributo determinante dei punti di raccolta nel garantire un corretto smaltimento.

Nel 2025 la notorietà di Recycle-Cig, il circuito organizzato di raccolta delle sigarette elettroniche esauste lanciato da Logista nel 2024, è migliorata rispetto all’anno precedente (dal 17% al 19%) e l’85% degli utilizzatori di prodotti di nuova generazione conferma di considerarlo un progetto innovativo.

Le voci istituzionali e di settore

Hanno partecipato alla presentazione dell’indagine, disponibile su logista.it, la Sen. Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato della Repubblica, l’On. Claudio Durigon, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’On. Federico Freni, Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Gen. B. Mario Imparato, Capo di Stato Maggiore del Comando Reparti Speciali della Guardia di Finanza.

È seguito un panel di confronto tra l’On. Giuseppe Mangialavori, Presidente Commissione Bilancio della Camera dei deputati, l’On. Marco Osnato, Presidente Commissione Finanze della Camera dei deputati, gli On. Gaetano Pedullà e On. Marco Falcone, Componenti della Commissione per i Problemi Economici e Monetari del Parlamento europeo, Federico Rella, Vicepresidente e Direttore Corporate Affairs di Logista Italia, Francesca Torricelli, Dirigente Controlli Accise, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre alle associazioni di categoria rappresentate da  Mario Antonelli,  Presidente della Federazione Italiana Tabaccai e Gianfranco Labib Boughdady, Presidente Nazionale di Assotabaccai.

“Sulla revisione della direttiva TED stiamo lavorando a partire da tre principi chiari: prodotti meno rischiosi devono poter contare su una minore pressione fiscale, contrasto efficace al contrabbando e all’illegalità, e un approccio di buon senso che non penalizzi le realtà produttive e occupazionali del comparto del tabacco», ha dichiarato l’On. Marco Falcone, relatore per il Gruppo PPE e vice capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo.

E ha concluso: “L’impegno è quello di contribuire a una proposta equilibrata, capace di armonizzare l’impianto della Commissione con le realtà di mercato degli Stati membri e le esigenze concrete dei territori e del sistema produttivo europeo. Iniziative di analisi e confronto come quella promossa da Logista in collaborazione con Ipsos Doxa contribuiscono in modo concreto a un dibattito informato”.

All’aumento dell’illegalità e al minor gettito fiscale segnalato dal nuovo studio di Logista e Ipsos Doxa dobbiamo aggiungere un ulteriore aspetto persino più allarmante: la reazione dell’Europa con la direttiva sulle accise rischia infatti di distribuire gli oneri economici e fiscali in modo iniquo tra i 27 Paesi Ue, lasciando al sistema Italia il costo più alto rispetto agli altri partner.

Nessun altro Stato conta infatti in questo settore tanti impianti produttivi e accordi di filiera” ha dichiarato l’On. Gaetano Pedullà, Componente della Commissione per i Problemi Economici e Monetari del Parlamento europeo.

E ha concluso: “Come Movimento 5 Stelle difendiamo sul serio, e non a parole, i posti di lavoro e gli investimenti sul territorio nazionale, convinti che esattamente come nel caso del Green deal, non si raggiungono gli obiettivi virtuosi desiderati dal legislatore senza una sufficiente sostenibilità e gradualità nei provvedimenti”.

La Sen. Licia Ronzulli, Vicepresidente Senato della Repubblica, ha dichiarato: “Il contrasto al mercato illegale è una responsabilità condivisa che coinvolge tutti gli attori della filiera. Difendere i canali ufficiali significa tutelare i consumatori da prodotti non sicuri e garantire qualità, tracciabilità e affidabilità, sostenendo al tempo stesso le imprese che rispettano le regole e contribuiscono alla competitività del Paese.

La lotta all’illegalità è essenziale per la concorrenza leale e per la credibilità delle istituzioni, e il Parlamento ha già rafforzato il quadro normativo e gli strumenti di controllo. Ogni euro sottratto all’illegalità è un beneficio per la collettività, i servizi pubblici e lo sviluppo sostenibile.

Per questo è fondamentale una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato, condividendo dati e competenze. Logista dimostra come impegno e responsabilità possano tradursi in risultati concreti. Dobbiamo continuare a investire in innovazione, controlli e prevenzione per anticipare i nuovi fenomeni illegali e costruire un mercato più sicuro, equo e competitivo, a tutela dei cittadini e del futuro del Paese”.

L’On. Marco Osnato, Presidente Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha dichiarato: “La ricerca di Logista e Ipsos racconta un settore dinamico, capace di crescere e adattarsi ai cambiamenti normativi, fiscali e nelle abitudini di consumo. In Europa si discute la nuova direttiva Accise: pur condividendone gli obiettivi, contiene disposizioni non sempre favorevoli al mercato italiano, che siamo impegnati a migliorare insieme ai colleghi di Strasburgo. I risultati del comparto permettono di reinvestire risorse nella tutela della salute, con attenzione a sicurezza e legalità. La ricerca segnala però un aumento dell’illegalità: servono quindi ulteriori interventi normativi. Un punto di partenza potrebbe essere l’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Finanze, le cui conclusioni presenteremo a breve”.

L’On. Giuseppe Mangialavori, Presidente Commissione Bilancio Camera dei deputati, ha dichiarato: “I dati presentati oggi da Logista e Ipsos confermano quanto questo settore rappresenti un presidio economico e fiscale strategico per il Paese.

Parliamo di una filiera che genera entrate erariali rilevanti, occupazione qualificata e investimenti diffusi sul territorio. Proprio per questo è fondamentale che ogni intervento normativo o fiscale sia calibrato con attenzione, tenendo conto delle specificità del mercato italiano e dell’impatto che misure non armonizzate potrebbero avere sul gettito e sulla stabilità del sistema.

Come Presidente della Commissione Bilancio della Camera ribadisco che il nostro impegno è garantire un quadro regolatorio equilibrato, che tuteli le entrate pubbliche, sostenga la competitività delle imprese che operano nella legalità e rafforzi gli strumenti di contrasto all’illegalità. Continueremo a lavorare in questa direzione, in dialogo con gli operatori e con tutti gli attori coinvolti, per obiettivi sostenibili, coerenti e di interesse generale”.

Francesca Torricelli, Dirigente Controlli Accise, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha dichiarato: “Il mercato dei prodotti da fumo e non da fumo è oggi uno dei fronti più sensibili per la tutela dell’Erario.

Le attività illecite che lo attraversano non sono episodi isolati, ma sistemi organizzati che sottraggono risorse pubbliche, distorcono la concorrenza e alimentano reti criminali sempre più strutturate. Come Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stiamo rafforzando ogni giorno il presidio della filiera, attraverso vigilanza, controlli, digitalizzazione dei processi, supporto alle evoluzioni normative e un monitoraggio costante dei nuovi trend, dai prodotti alternativi ai canali digitali.

È un mercato che cambia velocemente e richiede risposte altrettanto rapide e integrate. La collaborazione tra istituzioni, operatori e realtà di ricerca come Ipsos è fondamentale per comprendere la reale dimensione del fenomeno e orientare strategie di contrasto sempre più efficaci. Proteggere il gettito significa proteggere il Paese: è una responsabilità che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli esercita con determinazione e visione”.

Federico Rella, Vicepresidente e Direttore Corporate Affairs Logista Italia, ha commentato: “Con la terza edizione dello studio realizzato con Ipsos Doxa, unico nel suo genere perché analizza il mercato non ufficiale dei prodotti da fumo distinguendo i diversi canali di vendita, offriamo al settore una base di analisi solida e continuativa.

I risultati evidenziano con chiarezza l’impatto dell’illegalità sul sistema Paese – stimato in 690 milioni di euro di mancate entrate erariali – ma mostrano al tempo stesso un livello di contenimento in linea con gli anni precedenti, a conferma dell’efficacia dell’azione delle istituzioni e dell’attività svolta dagli organi di controllo.

La principale novità dello Studio 2026 riguarda l’approfondimento sugli effetti della nuova Direttiva europea sulle accise: sulla base delle evidenze raccolte, le stime di Logista mostrano come i rincari ipotizzati, in assenza di una reale armonizzazione fiscale, possano determinare impatti rilevanti sul sistema economico, con una potenziale perdita di oltre 1 miliardo di euro di entrate erariali e di 6.400 posti di lavoro”. E conclude: “Auspichiamo che, sotto la presidenza cipriota, il confronto sulla Direttiva possa concludersi in modo equilibrato e non ideologico, ascoltando le istanze degli operatori del settore e dell’intera filiera”.

Mario Antonelli, Presidente Nazionale Federazione Italiana Tabaccai, ha dichiarato: “La rete delle tabaccherie italiane costituisce un presidio ineludibile del mercato legale, garante delle regole, attento alle esigenze di tutela della salute ed agli interessi dei consumatori e dello Stato.

I dati presentati da Ipsos e Logista siano da monito per la politica e le istituzioni europee, chiamate a compiere scelte regolamentari importanti per tutto il nostro comparto. Riteniamo che la tutela dell’intero settore richieda l’adozione di politiche fiscali equilibrate e di un quadro regolatorio proporzionato, che tenga conto dell’evoluzione del mercato e presti attenzione ai prodotti innovativi.

Tali elementi, insieme ad una rete distributiva controllata, come quella che rappresentiamo, costituiscono strumenti efficaci per scongiurare lo spostamento della domanda verso circuiti non ufficiali, per loro natura sottratti a controlli e garanzie”.

Gianfranco Labib Boughdady, Presidente Nazionale Assotabaccai, ha commentato: “Il ruolo quotidiano dei tabaccai italiani va ben oltre il servizio di vendita: rappresentiamo un presidio di legalità insostituibile e un punto di riferimento certo per lo Stato. I dati presentati oggi da Logista confermano la portata del fenomeno illegale e l’urgenza di strategie di intervento mirate. Auspichiamo un intervento normativo che equipari la vendita dei prodotti da inalazione privi di nicotina a quella contenenti nicotina perché solo garantendo il controllo diretto sul canale di vendita sarà possibile assicurare un mercato sicuro a tutela della salute dei cittadini”. fp/AGIMEG