Nuova puntata di Belle Storie, format di Stanleybet.news dedicato alla Serie B e ai suoi protagonisti. Giovanni Remigare, per l’occasione, ha intervistato Mario Mattioli, noto giornalista e conduttore tv.
“Quando mi chiedono quale sia il giocatore che più mi ha fatto stropicciare gli occhi, io rispondo sempre Roberto Baggio. Io poi con Baggio ho un rapporto di amicizia particolare che è nato dopo i Mondiali del ’94, in cui lui sbagliò quel famoso rigore in finale contro il Brasile”.
“Ogni campionato Baggio mi regalava una o due magliette per mia moglie. Quando andò al Bologna non riuscivamo a trovarci per questa cosa. Ricordo che una domenica il Bologna giocava contro il Milan, io entro in campo, Baggio si stava scaldando, ci salutiamo e lui di sua spontanea volontà mi disse che si sarebbe preso l’impegno per la maglietta. Il Bologna vinse tre a zero con due gol di Baggio. Io andai via un pochino prima della fine della partita per fare ’90° Minuto’ perché c’era parecchia carne a fuoco”.
“Senonché inizia un temporale spaventoso. In qualche modo arrivo al bus della regia per montare il pezzo e intanto finisce la partita. Dopo un quarto d’ora che sto lavorando venne il capo tecnico per dirmi che c’era qualcuno fuori che mi cercava. Io gli dissi che non avevo tempo e di mandarlo via, ma lui mi rispose che questa persona insisteva e non si muoveva da lì. Allora io, piuttosto seccato, smisi di montare, aprii la porta e in fondo alla scaletta mi trovai Roberto Baggio, irriconoscibile perché era tutto coperto, tutto bardato perché pioveva di brutto, con in mano un sacchetto trasparente con dentro la sua maglia. Ecco, questo era Roberto Baggio. L’umanità, la generosità di questo giocatore che è stato un esempio per tutti, sia per come ha vissuto la vita da giocatore ma soprattutto per l’impatto sociale nella comunità italiana”.
L’intervista a Del Piero

Mattioli ha raccontato anche un aneddoto divertente relativo agli Europei del 2000, che coinvolge Alessandro Del Piero. “Agli Europei di calcio del 2000, subito dopo la semifinale in cui battemmo l’Olanda ai rigori, dalla direzione mi chiesero un’intervista al volo a Del Piero. Solo che proprio lui fu sorteggiato per fare l’antidoping appena dopo la partita. Allora mi misi in fondo al corridoio dove c’era l’antidoping, che sarà stato lungo 30/40 metri, e con il mio operatore facemmo un cenno a Del Piero. Lui capì che era per l’intervista ma ci fece anche capire che le cose sarebbero andate un po’ per le lunghe. Intanto da Roma il Tg1 mi chiamava perché ci voleva l’intervista a Del Piero”.
“Insomma, a un certo punto, dopo un quarto d’ora, uscì Del Piero in accappatoio, un po’ furtivo, e chiamò a bassa voce l’operatore che era più avanti. Quasi a metà corridoio c’era un piccolo bagno di servizio, ovvero un water e un lavandino minuscolo, non c’era altro. E Del Piero indicò quel bagno lì. Allora lui entrò, poi entrammo anch’io, l’operatore e l’assistente. Chiudemmo la porta e feci un’intervista da mille e una notte a Del Piero seduto sul water e io in piedi a sedere quasi sul lavandino, altrimenti non ci stavo. Facemmo un’intervista straordinaria a Del Piero. Ora invece un qualsiasi giocatore che ha appena messo piede in Serie A non può fare interviste perché c’è il procuratore, c’è l’intermediario, c’è l’avvocato o chissà chi…” ha concluso Mattioli. sm/AGIMEG

