“A mio avviso si è arrivati a un punto di non ritorno. Le nostre macchine offrono un payout del 65%, la percentuale più bassa tra tutte le offerte di gioco in Europa. Al giocatore proponiamo un costo partita basso, da 1 euro, e una vincita massima di 100 euro: andavano bene anni fa, ma oggi la situazione economica è diversa e non si può offrire così poco quando un gratta e vinci promette vincite milionarie“.
E’ quanto dichiarato da Francesco Gatti, Vice Presidente Sapar, durante il panel “Il futuro delle gaming machines: tra evoluzione tecnologica e sostenibilità”, che si è tenuto all’IGE 2026 di Roma.
“Dal punto di vista tecnico, poi, la macchina presenta problematiche evidenti. Se vogliamo disegnare il futuro a dieci anni, dobbiamo pensare in avanti, partendo però da una situazione di svantaggio. In Europa ci sono molte macchine attuali migliori delle nostre, che lasciano maggiore controllo all’operatore. I parametri delle nostre macchine vanno armonizzati, perché sono in sofferenza“, ha proseguito Gatti.

“La grande problematica del nostro comparto è stato l’attacco dell’opinione pubblica sul nostro prodotto. Quando si parla di ludopatia si pensa sempre alle slot machine, non alle scommesse. La problematica del gioco patologico è trasversale: tutta l’offerta di gioco può causare questa patologia. La macchina nei bar non è una macchina aggressiva, molto più contenibile rispetto ad altri prodotti, considerati i parametri tecnici elencati in precedenza. ADM si sta impegnando in questo, abbiamo i presupposti per disegnare un prodotto migliore“.
“Arriverà una nuova generazione di giocatori sul mercato per motivi anagrafici. Dobbiamo pensare a un’offerta per questa nuova generazione: le slot machine dovranno essere sempre più social, capaci di fare aggregazione, altrimenti i giovani si sposteranno verso altri tipi di prodotto“.

