Evoke, il gruppo che controlla tra gli altri William Hill e 888casino, starebbe valutando la cessione delle attività del marchio in Italia, se dovesse verificarsi un aumento delle tasse nel Regno Unito. Secondo indiscrezioni riportate da Sky News, la società avrebbe già affidato a Morgan Stanley un mandato esplorativo per valutare l’operazione.
L’ipotesi di vendita non sarebbe però immediata, ma configurata come un piano di emergenza: il dossier verrebbe attivato solo se si verificherà un aumento delle imposte sul gaming più pesante del previsto. Le discussioni politiche delle ultime settimane hanno alimentato i timori dell’industria, con stime che parlano di un possibile extra-gettito per l’erario compreso tra 1 e 3 miliardi di sterline l’anno.
L’eventuale cessione del ramo italiano attirerebbe con ogni probabilità l’interesse di diversi operatori europei già presenti nel mercato del gioco online e retail, interessati a rafforzarsi in una giurisdizione considerata strategica.
L’Italia rappresenta uno dei quattro mercati chiave (insieme a Spagna, Danimarca e Romania) della divisione internazionale di Evoke, strutturata come business esclusivamente online. Nella semestrale, Evoke ha sottolineato come il segmento internazionale pesi ormai per poco meno di un terzo dei ricavi complessivi ma generi circa la metà dell’EBITDA di gruppo, a conferma della sua elevata marginalità.
Sul fronte interno, Evoke – come altri leader di settore – ha già messo in conto la possibile chiusura di un numero significativo di agenzie di scommesse nel Regno Unito, nel caso in cui il governo decidesse realmente di alzare in modo marcato la pressione fiscale sul comparto.
Di fronte alle indiscrezioni sul possibile disimpegno dall’Italia, un portavoce di Evoke ha scelto la linea del silenzio – riporta Sky News – rifiutando di commentare i piani di emergenza legati al business italiano. sb/AGIMEG










