La sostenibilità nel settore del gioco deve basarsi su azioni concrete e non ridursi a un mero esercizio formale. Lo ha sottolineato Giuliano Guinci, Direttore Public Affairs, Sustainability & Retail Operations di Eurobet, intervenuto al panel dedicato al futuro della sostenibilità nel comparto gaming durante il SiGMA Central Europe.
“La sostenibilità è rendicontazione? Se partiamo da questo presupposto abbiamo già finito, perché prima di rendicontare bisognerebbe fare”, ha spiegato Guinci, evidenziando come un tema rilevante rischi altrimenti di diventare “una questione prettamente formale, l’ennesimo assorbimento all’interno delle miriadi di requirements che le regole ci impongono”.
“Il gruppo internazionale ci ha permesso di accedere alle best practice”
Guinci ha ricordato come l’appartenenza di Eurobet a un gruppo internazionale abbia facilitato lo sviluppo di strumenti avanzati: “Abbiamo potuto avere accesso alle best practice a livello internazionale in termini di sostenibilità”. Uno degli esempi più significativi riguarda i sistemi di tutela del giocatore: “Sono due anni, ormai quasi tre, che abbiamo in produzione un sistema di play protection, un sistema predittivo dei comportamenti dei nostri giocatori”, ha spiegato. Tale modello consente “di individuare eventuali fenomeni distorsivi e di intervenire in maniera preventiva su alcuni cluster di clienti”. Secondo Guinci, questo approccio anticipa ciò che le nuove concessioni stanno imponendo a livello di piattaforma: “È esattamente quanto la norma ci sta chiedendo di implementare”.
“Il fattore sostenibilità non deve bloccare la competizione”
L’intervento ha toccato anche il nodo della compatibilità tra tutela e performance aziendale: “Esiste un tema di potenziale conflitto tra questi sistemi e gli obiettivi legittimi di profitto”, ha osservato. Una possibile soluzione potrebbe passare da strumenti condivisi tra operatori: “Potenzialmente ci sarebbe la possibilità di applicare questi sistemi direttamente sulla customer base gestita dal regolatore, eliminando i problemi di competition”.
Per Guinci, è fondamentale che la sostenibilità non diventi un freno competitivo: “Il fattore sostenibilità non deve essere un elemento che blocca la competizione. Servono basi comuni, uguali per tutti”.
“La protezione del cliente è un valore culturale, non più solo marketing”
Il direttore di Eurobet ha ricordato come il settore stia comunque compiendo progressi: “Sono stati fatti tanti passi. Innanzitutto, ne stiamo parlando, e qualche anno fa non se ne parlava”. E ha aggiunto: “Preferisco parlare di player protection. È un argomento che, almeno nelle aziende più strutturate, è diventato cardine per garantire la proiezione dell’azienda nel lungo periodo”.
Secondo Guinci, il settore deve immaginare il futuro in termini di continuità e responsabilità verso i clienti: “Un tempo era un’ottica di marketing. Oggi è prendersi cura del cliente a 360 gradi, perché sia cliente nel lungo periodo e non nel breve”. L’obiettivo finale è trasformare la protezione del giocatore in un vero elemento identitario delle aziende: “Quando questi argomenti entreranno nei processi di tutte le aziende, avremo vinto: diventerà un valore culturale reale”.









