Divieto di pubblicità e sponsorizzazione del gioco sotto la lente di ingrandimento del Senato. Alcuni Senatori del Movimento Cinque Stelle hanno presentato un’interrogazione rivolta ai Ministri per lo sport e i giovani e dell’economia e delle finanze per chiedere se “intendano adottare misure per limitare ovvero ridurre drasticamente la possibile esposizione di persone vulnerabili ai rischi del gioco d’azzardo; se non ritengano opportuno attivare campagne di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, anche alla luce di quanto disposto dall’AGCOM, laddove, a parere degli interroganti, la pubblicità del gioco legale viene vista non come un fattore di rischio ma, al contrario, come un modo per arginare le pratiche illegali; quali iniziative intendano assumere per garantire il rispetto delle normative vigenti in materia di pubblicità del gioco d’azzardo”.
Nelle premesse i pentastellati hanno sottolineato che “il gioco d’azzardo rappresenta una grave piaga sociale che colpisce in modo particolare i giovani; le sponsorizzazioni da parte di società di scommesse sportive rappresentano un veicolo di promozione del gioco d’azzardo estremamente efficace, in grado di influenzare negativamente le scelte e i comportamenti dei minori; considerato che: il calcio, uno degli sport più seguiti e amati in tutto il mondo, rappresenta un terreno fertile per la proliferazione di tali sponsorizzazioni”, hanno aggiunto.
“Considerato inoltre che: il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (detto “decreto dignità”), all’art. 9 prevede il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, indipendentemente dal mezzo utilizzato; nel 2019 l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (AGCOM) ha pubblicato le linee guida sulle modalità di implementazione del divieto, concedendo una delega a giudizio degli interroganti non necessaria, in quanto chiunque voglia esercitare il proprio diritto di giocare d’azzardo ha già a disposizione strumenti e spazi sufficienti per conoscere quote e offerte commerciali legali, senza la necessità di “promuovere” ulteriormente queste informazioni in programmi sportivi; sulla scia di questa deroga, sono nate decine di siti di infotainment che non pubblicano contenuti sulle scommesse ma le richiamano in modo palese; considerato infine che, secondo l’ultima indagine dell’Istituto superiore di sanità, risalente al 2018, in Italia vi sarebbero 18,4 milioni di giocatori (il 36,4 per cento della popolazione maggiorenne) di cui un milione e mezzo (l’8 per cento dei giocatori) ad alto rischio, 1,4 milioni a rischio moderato e altri 2 milioni considerati a basso rischio”, hanno concluso. cdn/AGIMEG

