PVR (Punto Vendita Ricariche): Corte d’Appello di Lecce assolve titolare dall’accusa di intermediazione della raccolta di scommesse

La Corte d’Appello di Lecce ha assolto con formula piena – perché il fatto non sussiste – il titolare di un Punto Vendita e Ricarica di Taranto dall’accusa di intermediazione della raccolta di scommesse. Le motivazioni della sentenza arriveranno solo nei prossimi mesi, ma l’avv. Marco Ripamonti – che ha difeso l’esercizio in appello – spiega a Agimeg che la discussione “si è incentrata su quelle che sono le modalità attraverso cui può operare il PVR, ovvero quali attività può effettuare l’esercizio senza commettere intermediazione nella raccolta di scommesse”. L’esercizio infatti era un internet point che vendeva anche ricariche di gioco per un operatore con regolare concessione per il gioco a distanza. I clienti quindi erano soliti utilizzare i computer dell’esercizio per piazzare delle scommesse sui propri conti di gioco. “Il giudice di primo grado aveva sostenuto che la stampa dei promemoria delle scommesse fosse un indice di intermediazione” spiega ancora Ripamonti. “Invece, in appello, abbiamo sostenuto che tra le varie attività consentite vi fosse anche quella di permettere ai clienti di stampare le ricevute, oltretutto in considerazione del fatto che il centro era anche un internet point. Evidentemente è un’argomentazione che la Corte ha recepito, e la stessa Procura Generale ha chiesto l’assoluzione. Ci aspettiamo quindi che nelle motivazioni chiariscano quali attività sono consentite e quali no”. Ripamonti sottolinea che la pronuncia di questi giorni andrebbe a rafforzare l’orientamento già espresso da altri giudici, come la Corte d’Appello di Firenze, e il Tribunale del Riesame di Palermo. gr/AGIMEG

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