Scommesse, Faelli (AD Eurobet): “La nuova tassa sulle scommesse mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Il 10% della rete ha già deciso di mollare”

“Eurobet è stata costretta a mettere parte del personale in cassa integrazione e ad anticiparne il pagamento poiché i fondi dallo Stato arriveranno, come minimo, in grande ritardo. Non è stato facile spiegare ai nostri referenti internazionali come mai un governo che aveva promesso di non alzare le tasse non solo non ci permette di tornare a lavorare, ma ha addirittura deciso di aumentare il prelievo dello 0,5% sulla raccolta scommesse. Ciò permette di tutelare i 100mila addetti del mondo dello sport, ma mette a rischio 100mila posti di lavoro del nostro settore.” E’ quanto ha affermato l’amministratore delegato di Eurobet, Andrea Faelli, in merito all’introduzione del prelievo dello 0,5% sulla raccolta delle scommesse in un’intervista a “Il Tempo”. “Non bisogna pensare alle multinazionali in questo caso, perché il grosso dell’impiego nel mondo del gioco sta negli oltre 10mila punti vendita gestiti in franchising da famiglie o piccoli imprenditori che dai primi di marzo sono chiusi e non sanno quando riapriranno. A quanto ci risulta, il 10% della nostra rete ha già deciso di mollare. Poi, lo 0,5% non è un “piccolo rincaro”, poiché è calcolato sulla raccolta e non sul profitto, quindi rappresenta un aumento del 17/18% di quanto noi versiamo al Fisco oggi. Qui si crea un altro paradosso perché lo Stato non permette di svolgere la nostra attività, ma alza le tasse. Noi facciamo un lavoro per conto dello Stato e impedendoci di svolgerlo l’amministrazione pubblica si dà la zappa sui piedi, senza considerare che gli italiani si rivolgeranno al mercato del gioco illegale. Se la tassazione rimarrà quella prevista dal DL Rilancio, noi non riusciremo ad essere competitivi rispetto ai picchetti illegali e il risultato sarà scontato. Le sale potrebbero ripartire già oggi poiché ci siamo immediatamente organizzati per adattarci ai protocolli, acquistando sanificanti, mascherine, plexiglas e percorsi guidati all’interno dei locali. La nostra rete avrebbe rispettato tutti i parametri previsti. Voglio ricordare che noi siamo i primi a combattere la ludopatia, e senza di noi il ludopata si rivolgerà a persone senza scrupoli che sfrutteranno il problema. Non so per quanto potremo reggere la chiusura, ma se sarà prolungata saremo costretti ad effettuare dei tagli, ma non voglio neanche pensarci ora. Se in Italia continueranno a mancare le certezze i grandi player internazionali si rivolgeranno ad altri mercati. Purtroppo, gran parte del Governo non ci ascolta e con il Decreto Dignità ha manifestato tutta la sua miopia.” ac/AGIMEG

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