Stanleybet Malta, consociata maltese del gruppo inglese Stanleybet Holding di Liverpool, ha per la prima volta pagato in Italia al regolatore ADM l’imposta unica sulle scommesse. Il versamento, effettuato in data 02.01.23 con modello F24 con le stesse regole previste per i concessionari dello Stato, si riferisce alla raccolta nazionale effettuata dalla Stanley nei punti fisici italiani per il periodo 1-31 dicembre 2022, dovuto per legge entro il 31 gennaio 2023. ADM è stata informata nello stesso giorno del versamento con lettera inviata al suo Direttore Generale e ai 2 funzionari apicali responsabili dei giochi e delle scommesse.
La venticinquennale (1998-2023) vicenda di Stanley in Italia è ben nota.
Quattro sentenze della Corte di Giustizia Europea – riporta una nota della società maltese -, poi confermate dalla Corte di Cassazione Italiana e, recentemente, dal Consiglio di Stato, statuiscono la discriminazione di Stanleybet nel suo accesso al sistema delle concessioni: sia in occasione della iniziale fase sperimentale (1998), riguardo alle successive gare del 2000, alle gare Bersani del 2006 e, in ultimo, alla gara Monti del 2012.
Inoltre, ADM ha impedito a Stanley l’accesso alla procedura di regolarizzazione del 2015 e del 2016. Infatti, con procedimenti penali multipli avviati da ADM tra il 2014 e il 2017 contro dirigenti apicali Stanley e contro titolari della rete ha di fatto impedito e reso impossibile la sua utile partecipazione a quelle procedure, per difetto dei requisiti soggettivi. I procedimenti penali si sono conclusi nel dicembre 2017, quando il termine per richiedere la regolarizzazione era ormai scaduto. Da notare che la Stanley non ha mai denunciato ADM, malgrado tutte le notizie di reato avviate si siano concluse a favore di Stanley.
La società ha sempre privilegiato la via del dialogo. Infatti, in prossimità della scadenza del sistema concessorio, il 30 giugno 2016, La Stanley, ormai pacificamente riconosciuta come operatore con attività lecita, ha formalmente chiesto ad ADM di iniziare a pagare l’imposta unica con le stesse modalità degli operatori concessionari e di essere agganciata al totalizzatore nazionale. ADM ha ignorato la lettera per 3 lunghi anni rispondendo poi solo perché ne è stata obbligata dal Ministero dell’Economia, a cui la Stanley si era rivolta.
L’avversione storica di ADM verso Stanley non deve sorprendere. Come potrebbe ADM, braccio operativo delle discriminazioni subite da Stanley, ammettere che l’attività di Stanley è lecita? Si potrebbe ravvisare una sua corresponsabilità solidale con lo Stato italiano?
Con la legge di stabilità 2011 e successive modifiche, il legislatore ha introdotto il pagamento dell’imposta unica anche per gli operatori illeciti con modalità e termini che arrivano fino alla richiesta del triplo della media provinciale rispetto al pagamento richiesto ai concessionari. ADM ha applicato anche alla Stanley tali previsioni normative ‘confessando’ dunque che la considera ancora un operatore con attività illecita. Ne nasce, con responsabilità ADM, un gigantesco e inutile contenzioso tributario, tuttora in corso.
Durante il 2022 Stanley ha proposto ad ADM l’immediato inizio del pagamento dell’imposta unica come operatore lecito
Il regolatore Maltese, che ben conosce la vicenda, ha compreso le ragioni di Stanley ed è stato informato ufficialmente, contemporaneamente ad ADM. Stanleybet Malta punta alla piena partecipazione al sistema regolato italiano ma rimane comunque, anche per il futuro, licenziataria della MGA, la Maltese Gaming Authority che ringraziamo ufficialmente e con profonda gratitudine per il suo sostegno. cdn/AGIMEG









