Home Attualità Stati Uniti: pubblicità e promozioni ingannevoli, maxi-causa legale contro NFL e piattaforme di scommesse

Stati Uniti: pubblicità e promozioni ingannevoli, maxi-causa legale contro NFL e piattaforme di scommesse

scommesse sportivescommesse sportive

Una causa giudiziaria scuote il settore delle scommesse sportive negli Stati Uniti. Il Public Health Advocacy Institute (PHAI), tramite due suoi assistiti, ha infatti annunciato la presentazione di una causa giudiziaria contro le piattaforme DrafKings, Fanduel, Genius Sport e anche contro la National Football League (NFL) e le sue affiliate.

L’accusa è quella di sviluppare e promuovere prodotti pericolosi legati al gioco e alle scommesse che potrebbero indurre alla dipendenza.

I dettagli dell’azione legale

Nella denuncia si sostiene che gli imputati si avvalgono di sofisticate tecnologie come ad esempio l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico al fine di incoraggiare i giocatori ad effettuare sempre più micro-scommesse nel corso della diretta delle varie partite. Quest’ultime dominano ormai lo scenario americano e hanno contributo ad alimentare il fenomeno della dipendenza da gioco negli USA.

La querela è stata presentata a Philadelphia da parte di due cittadini residenti in Pennsylvania entrambi iscritti alle app di scommesse sportive DraftKing e FanDuel. A rendere ancor più altisonante la vicenda è che tra gli imputati risulta anche la NFL a cui viene attribuito il fatto di essere stata il maggiore azionista di Genius Sport (che alimenta il 98% del mercato delle scommesse sportive) dal 2021 al 2025 e di esserne tutt’ora il secondo maggior azionista.

Inoltre alla NFL viene contestata la concessione a Genius Sport dei dati relativi a giocatori e partite. A sua volta, Genius Sport li fornirebbe a siti di scommesse sportive tra cui appunto DraftKing e FanDuel. Questo sistema consentirebbe a Genius Sport e NFL di essere tra i principali beneficiari dell’aumento delle micro-scommesse durante gli eventi sportivi.

Giocatori al tavoloGiocatori al tavolo

Cosa è successo ai due querelanti

Nella denuncia i due soggetti coinvolti hanno specificato di essere stati indotti ad effettuare un numero sempre maggiore di giocate sulle piattaforme. Oltre all’invio di continue push i siti hanno assegnato a ciascuno dei due un “VIP Host” personale attraverso cui li contattavano direttamente sui loro cellulari per proporgli offerte promozionali allettanti e di vario genere.

Alla luce di queste tecniche pubblicitarie e promozionali troppo pressanti, è quindi arrivata la decisione di intentare la causa ai sensi della legge della Pennsylvania sulle pratiche commerciali sleali e la tutela dei consumatori, nonché per difetti di progettazione, mancata informazione al pubblico sulla pericolosità dei prodotti, negligenza e altre motivazioni legali.

Dunque, si tratta di un procedimento per certi versi storico e che potrebbe portare a diverse conseguenze per l’intero settore del gioco negli Stati Uniti, ridefinendo così i criteri da utilizzare da parte degli operatori online. ap/AGIMEG.

Exit mobile version