Scommesse, resta il nodo conti correnti: per gli esercenti nuove difficoltà nell’accesso ai servizi bancari

Continua a pesare sul comparto delle scommesse il problema dell’accesso ai conti correnti bancari da parte degli esercenti, con criticità che riguardano sia le attività già operative sia, soprattutto, le nuove società in fase di avvio.

Secondo quanto denunciato ad Agimeg dal titolare di un’agenzia in provincia di Enna, numerosi operatori si trovano ancora oggi a fare i conti con chiusure di rapporti bancari, rifiuti all’apertura di nuovi conti e richieste ritenute particolarmente restrittive da parte degli istituti di credito. Le difficoltà sembrano accentuarsi nel caso di società di nuova costituzione, in particolare Srl appena avviate, alle quali verrebbero richiesti requisiti come almeno un anno di attività prima di poter ottenere un conto.

Le difficoltà degli esercenti

Una situazione che rischia di avere ricadute immediate sulla gestione ordinaria delle imprese. L’assenza di un conto corrente, infatti, rende complesso affrontare operazioni essenziali come il pagamento di affitti, stipendi, fornitori, utenze e servizi Pos, oltre a ostacolare la normale operatività amministrativa e finanziaria delle agenzie.

Il tema, da tempo segnalato dagli operatori del settore, continua dunque a riproporsi senza una soluzione strutturale. Le criticità non riguarderebbero soltanto il sistema bancario tradizionale, ma anche i servizi online, dove gli esercenti lamentano difficoltà nell’ottenere strumenti considerati adeguati per svolgere regolarmente l’attività.

Il rischio, secondo quanto viene evidenziato nel comparto, è che queste condizioni finiscano per scoraggiare l’ingresso di nuovi imprenditori nel mercato del gioco legale, proprio in un momento in cui il settore richiede continuità gestionale, tracciabilità dei flussi e piena regolarità nei pagamenti.

A rendere ancora più delicata la questione è il fatto che si tratta di attività autorizzate e inserite nel circuito regolamentato del gioco pubblico. Da qui la richiesta, che torna ad affacciarsi nel settore, di una maggiore attenzione sul tema e di un confronto che coinvolga istituti di credito, concessionari e operatori, per evitare che la carenza di servizi bancari finisca per tradursi in un ulteriore ostacolo alla sostenibilità delle imprese. sm/AGIMEG