Niente scommesse, per ora, in Calabria. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Ministero dell’Interno, bloccando la licenza che il TAR aveva precedentemente concesso. Al primo posto viene la sicurezza pubblica.
La vicenda
Il caso nasce dal diniego opposto dall’amministrazione alla richiesta di licenza per avviare un punto di raccolta scommesse. Il provvedimento era stato impugnato davanti al TAR Calabria, che con sentenza del giugno 2025 aveva accolto il ricorso dell’imprenditore, ritenendo illegittimo il rifiuto.
Contro tale decisione il Ministero dell’Interno ha proposto appello al Consiglio di Stato, chiedendo in via cautelare la sospensione degli effetti della sentenza di primo grado.

Le valutazioni del Consiglio di Stato
Nella fase cautelare, i giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che i motivi di appello saranno esaminati nel merito in seguito, con particolare attenzione al fatto che il diniego impugnato si fonda su più ragioni.
Nel valutare il pericolo derivante dall’immediata esecuzione della sentenza del TAR, il Consiglio di Stato ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico: consentire l’attività di raccolta scommesse a un soggetto che non abbia dimostrato in modo adeguato il possesso dei requisiti previsti dalla legge potrebbe infatti arrecare un pregiudizio all’ordine e alla sicurezza pubblica.
La decisione
Per questi motivi, il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare del Ministero, sospendendo gli effetti della sentenza del TAR Calabria. Compensate tra le parti le spese della fase cautelare.
Il giudizio proseguirà ora nel merito, dove sarà definitivamente valutata la legittimità del diniego della licenza. mg/AGIMEG

