Il caso sulle scommesse illegali che ha scosso il calcio italiano si avvicina a un momento decisivo. Saranno formalizzate il prossimo 22 gennaio, davanti alla gup di Milano Giulia Masci che poi dovrà decidere, le istanze di patteggiamento dei cinque arrestati lo scorso maggio nell’inchiesta sul “sistema” di scommesse clandestine che aveva coinvolto anche alcuni calciatori di Serie A, tra cui Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci.
La giudice ha rinviato l’udienza per la definizione delle richieste, per pene che vanno dai 2 anni e 4 mesi ai 2 anni e 6 mesi, e delle conseguenti confische, tra conti e immobili, per circa 1,5 milioni di euro.
L’indagine milanese deriva da un’analoga inchiesta torinese del 2023, che rivelò che alcuni calciatori di Serie A e B scommettevano su piattaforme illegali, aggirando i controlli e accumulando ingenti debiti. Successivamente, l’indagine si è ampliata a Milano, evidenziando non solo il gioco clandestino ma anche riciclaggio, autoriciclaggio, falso e un sistema strutturato per ripulire i proventi delle scommesse.
Al centro dell’inchiesta ci sono Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, considerati i principali referenti dell’organizzazione, il primo tornato libero lo scorso ottobre. Verso il patteggiamento anche Antonio Scinocca e Antonino Parise, legale rappresentante e socio di Elysium Group, gioielleria milanese al centro dell’indagine, e Andrea Piccini, ex socio. Questi coinvolti attraverso società e operazioni di copertura come vendite fasulle di orologi di lusso. La procura ha ricostruito bonifici per centinaia di migliaia di euro provenienti dai conti dei calciatori coinvolti, creando una rete complessa di piattaforme illegali e conti schermati per gestire i debiti di gioco.
Per molti calciatori, tra cui Zaniolo, Florenzi, McKennie, Bellanova, Perin e Ricci, si è già avviata la procedura di oblazione, cioè il pagamento di una sanzione per chiudere la posizione penale. Tuttavia, Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, non accusati solo di aver scommesso, sono obbligati a optare per il patteggiamento, dato che avrebbero anche contribuito a pubblicizzare le piattaforme illecite. cdn/AGIMEG

