I giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento hanno deciso di non revocare gli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto per Vincenzo Corvitto di Licata, imprenditore 51enne operante nel settore delle scommesse.
L’imprenditore licatese è il personaggio chiave dell’inchiesta “Breaking Bet”, che avrebbe sgominato un giro di scommesse illegali per favorire le famiglie mafiose di Licata, Campobello di Licata e Campobello di Mazara.
Corvitto – riporta Grandangolo Agrigento – è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di intermediazione nella raccolta di gioco e anche estorsione. La Dda, in
particolare, gli contesta di avere messo a disposizione di Cosa nostra i posti di lavoro delle sue aziende per avere, in cambio, il sostegno necessario per estendere le sue attività fino a operare in regime di monopolio. In questo modo, sostiene l’accusa, avrebbe contribuito al rafforzamento delle cosche dell’Agrigentino e del Trapanese, territori dove operava. cdn/AGIMEG

