Home Scommesse Calcio Scommesse, Gazzetta dello Sport: “Rilancio del calcio italiano, la chiave è nel betting”. Cosa succede negli altri Paesi Europei

Scommesse, Gazzetta dello Sport: “Rilancio del calcio italiano, la chiave è nel betting”. Cosa succede negli altri Paesi Europei

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​Il tema del rilancio del calcio italiano, dopo il flop della Nazionale nella corsa al Mondiale, è tornato al centro del dibattito sportivo e politico. Tuttavia, passare dalle parole ai fatti richiede una risorsa fondamentale: nuovi fondi. In un contesto di crisi economica, la soluzione appare chiara – riporta la Gazzetta dello Sport -: il riconoscimento di una percentuale sulla raccolta delle scommesse sportive.

​I numeri del betting in Italia

​Secondo il Report FIGC 2025, il settore delle scommesse in Italia ha registrato numeri importanti. La raccolta totale del 2024 ha toccato quota 22,8 miliardi di euro, una cifra trenta volte superiore rispetto ai 730 milioni del 2000.

​Di questi 23 miliardi, ben 16,1 derivano esclusivamente dal calcio. La richiesta della FIGC (portata avanti con forza da Gabriele Gravina e priorità del futuro presidente federale) è semplice: riconoscere l’1% della raccolta del calcio ai soggetti organizzatori. Questo genererebbe circa 160 milioni di euro annui da destinare a investimenti strutturali nei settori giovanili e nelle infrastrutture di base.

Modelli a confronto: come l’Europa finanzia lo sport

L’Italia non sarebbe un caso isolato. Sono ben 20 i Paesi europei dove lo sport beneficia direttamente degli incassi del betting.

​La Francia è stata pioniera nel 2011, introducendo una tassazione specifica del 1,8% sulla raccolta lorda. Questi fondi alimentano l’ANS (Agence Nationale du Sport), finanziando: sport dilettantistico e di alto livello, costruzione di impianti locali, ​tutela sanitaria degli atleti.

​In Portogallo, la legislazione prevede l’IEJO (Imposto Especial de Jogo Online). Il sistema è estremamente generoso con il calcio: ​il 3,5% del fatturato delle scommesse sulle Nazionali e competizioni estere va alla Federazione. ​Il 3,5% sulle partite di Lega va alla Lega Calcio Professionistica.

​Dal 2021, la Grecia preleva una quota direttamente dalle vincite dei giocatori (sopra i 100 euro) con aliquote progressive dal 2,5% al 7,5%.

​In Turchia, lo Stato gestisce le scommesse tramite Spor Toto. I club ricevono commissioni per l’inserimento del proprio nome e logo nei palinsesti.

​Perché l’Italia deve agire ora

​Il calcio rappresenta per lo Stato uno dei settori con il maggior ritorno sugli investimenti, ma per competere con i top campionati europei serve una riforma strutturale.

​In attesa di modifiche al Decreto Dignità, il riconoscimento di una percentuale sul betting rimane la via più breve e sostenibile per garantire al calcio italiano quel “nuovo slancio” necessario per tornare ai vertici mondiali entro il 2032. cdn/AGIMEG

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