Home Attualità Scommesse, Consiglio di Stato: il contenzioso tra Sisal e comune di Bolzano torna al Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa

Scommesse, Consiglio di Stato: il contenzioso tra Sisal e comune di Bolzano torna al Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa

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Il Consiglio di Stato è tornato a pronunciarsi sul contenzioso tra Sisal Italia e il Comune di Bolzano relativo a un punto di raccolta scommesse.

La vicenda nasce da un’autorizzazione provvisoria rilasciata nel 2015 per la raccolta di scommesse ippiche e sportive. Nel 2017 la Provincia Autonoma di Bolzano aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione applicando la normativa provinciale sulle distanze dai luoghi sensibili, il cosiddetto distanziometro.

Sisal aveva impugnato quel provvedimento e, nel 2024, il Consiglio di Stato le aveva dato ragione, annullando la decadenza. Secondo quella decisione, la norma provinciale sulle distanze non poteva essere estesa alle scommesse ippiche e sportive, perché riguardava le sale giochi e gli apparecchi da gioco.

Il Comune dichiara scaduta la licenza

Dopo quella sentenza, Sisal ha presentato una nuova SCIA per proseguire l’attività nello stesso locale. La pratica è stata però sottoposta a verifica urbanistica e il Comune ha rilevato alcune difformità nella planimetria.

In seguito, il Comune ha adottato un provvedimento definitivo con cui ha dichiarato che la licenza era scaduta il 31 dicembre 2015, vietando la prosecuzione dell’attività e ordinando la restituzione del titolo.

Sisal ha contestato questa decisione sostenendo che il Comune avesse violato il giudicato formatosi con la precedente sentenza del Consiglio di Stato. Secondo la società, l’annullamento della decadenza avrebbe comportato anche il superamento della questione relativa alla durata della licenza.

Il nodo: ottemperanza o nuovo giudizio ordinario

Il punto centrale della nuova sentenza non riguarda ancora il merito della validità della licenza, ma il tipo di giudizio da seguire.

Sisal aveva proposto un ricorso in ottemperanza, cioè lo strumento usato per far eseguire una sentenza già passata in giudicato quando si ritiene che l’amministrazione non l’abbia rispettata.

Il Consiglio di Stato, però, ha ritenuto che in questo caso non ci fosse una vera violazione del giudicato. La precedente sentenza del 2024 aveva deciso soltanto una questione specifica: l’inapplicabilità del distanziometro provinciale alle scommesse ippiche e sportive. Non aveva invece deciso se la licenza del 2015 fosse ancora valida o fosse scaduta al 31 dicembre 2015.

Per questo, secondo i giudici, il nuovo provvedimento del Comune non è automaticamente contrario alla precedente sentenza, ma deve essere valutato in un normale giudizio di merito.Tar tribunale giudice cassazioneTar tribunale giudice cassazione

Il Consiglio di Stato non decide sul merito

Il Consiglio di Stato ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso in ottemperanza. Allo stesso tempo, ha annullato la sentenza del TRGA di Bolzano, che aveva ritenuto la questione di competenza del Consiglio di Stato proprio perché qualificata come ottemperanza.

Secondo Palazzo Spada, la causa deve invece tornare davanti al TRGA di Bolzano, che dovrà esaminarla come un ordinario giudizio di cognizione, cioè valutando nel merito se il provvedimento comunale sulla scadenza della licenza sia legittimo o meno.

La decisione finale

La sentenza non stabilisce quindi se Sisal possa o non possa proseguire definitivamente l’attività di raccolta scommesse in piazza Mazzini. Chiarisce, però, che la questione non può essere risolta attraverso l’ottemperanza alla precedente decisione.

Il Consiglio di Stato ha rimesso la causa al TRGA di Bolzano per l’esame nel merito. mg/AGIMEG

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