Dopo le tre squalifiche a vita comminate ieri, l’NCAA ha reso noto che il proprio ufficio di enforcement sta contestando presunte violazioni delle regole sul betting sportivo e mancata collaborazione alle indagini a 13 ex studenti e giocatori di basket maschile, appartenuti a sei università diverse al momento dei fatti.
Secondo quanto emerso, i comportamenti contestati vanno dalle scommesse su partite delle proprie squadre (anche contro), alla condivisione di informazioni riservate con terzi, fino a manipolazioni dei punteggi e degli esiti delle gare, oltre a casi di rifiuto di collaborare con gli investigatori NCAA.
Le inchieste attualmente in corso riguardano ex atleti di Eastern Michigan, Temple, Arizona State, New Orleans, North Carolina A&T e Mississippi Valley. L’NCAA ha ribadito che gli atenei e i rispettivi staff non sono coinvolti né soggetti a sanzioni, poiché le condotte sono da attribuire esclusivamente ai giocatori.
Il presidente NCAA, Charlie Baker, ha sottolineato la gravità della vicenda: “Il diffondersi delle scommesse sportive sta creando più occasioni per gli atleti di cadere in comportamenti inaccettabili. Serve che regolatori e operatori facciano di più, a partire dall’eliminazione delle prop bet e dal dare alle leghe sportive un ruolo nei processi decisionali”. sm/AGIMEG

