Home Attualità SBC Summit: i Ceo dei colossi del gaming tra AI, nuove abitudini dei consumatori e futuro del mercato

SBC Summit: i Ceo dei colossi del gaming tra AI, nuove abitudini dei consumatori e futuro del mercato

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Dai nostri inviati a Lisbona – Regolamentazione e iper-regolamentazione, tutela dei giocatori, impatto dell’intelligenza artificiale e del web 3.0 sulle abitudini di gioco, prospettive di crescita nei prossimi dieci anni: sono stati questi i grandi temi affrontati sul palco del SBC Summit 2025, dove i top manager delle principali società internazionali del gaming si sono confrontati sulle sfide e sulle opportunità che attendono il settore.

Per Joanne Whittaker, CEO di Betfred, la tecnologia è essenziale, ma non deve sostituire le fondamenta tradizionali del business: “L’IA ha un valore, ma non possiamo abusarne. Ricevo ogni giorno e-mail generate dall’intelligenza artificiale e sappiamo tutti quanto possano risultare impersonali”.

Un approccio diverso arriva da Neal Menashe, CEO di Super Group (Betway), che ha sottolineato come le nuove generazioni, sempre più digitali e tech-oriented, rendano inevitabile l’integrazione dell’IA nei processi: “Sono loro il futuro del settore. L’IA non è un optional, è una priorità”.

Secondo Jesper Svensson, CEO di Betsson Group, l’intelligenza artificiale ha già dimostrato la sua efficacia: “Riesce a risolvere problemi che dieci anni fa erano impossibili da affrontare”. Svensson ha poi richiamato l’attenzione sulle nuove tendenze dei giocatori, citando il fenomeno dei cryptocasino: “I consumatori vogliono libertà e cercano esperienze diverse. Le aziende devono innovare costantemente e guardare oltre i confini tradizionali”.

Daniel Taylor, CEO di Flutter International, ha evidenziato come l’IA stia dando ai marchi emergenti la possibilità di competere con i grandi operatori storici: “Abbiamo testato oltre 600 strumenti di intelligenza artificiale, ormai è parte integrante del nostro lavoro”. Taylor ha spiegato che il gruppo punta su un modello decentralizzato, con brand locali gestiti in autonomia ma collegati da una visione globale.

Un passaggio chiave riguarda i social media, che stanno diventando “un canale potentissimo di relazione con i clienti. In mercati come l’Italia – ha detto – il grado di engagement è altissimo, con community che interagiscono anche attraverso gli influencer”.

Guardando al futuro, Taylor ha sottolineato l’entusiasmo per un’industria “davvero globale, in continua espansione” e ha indicato le tre qualità fondamentali per lavorare in Flutter: “Voglia di vincere, capacità di collaborare oltre i confini del lavoro ordinario e massima attenzione ai clienti”. sm/AGIMEG

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