Home Attualità D’Angelo (pres. Sapar): “Condivisione e dialogo per il futuro del gioco pubblico”

D’Angelo (pres. Sapar): “Condivisione e dialogo per il futuro del gioco pubblico”

Sergio D’Angelo, presidente della SaparSergio D’Angelo, presidente della Sapar

“La parola chiave del nuovo corso di SAPAR è condivisione e dialogo”. Con questa dichiarazione, Sergio D’Angelo, nei primi sei mesi alla guida di SAPAR in un’intervista a Sigma World, ha sintetizzato l’impostazione scelta per accompagnare il gioco pubblico italiano in una fase segnata da riforme normative, innovazione tecnologica e un contesto istituzionale complesso.

“Il mio ruolo è raccogliere e mettere insieme le esigenze di tutti gli associati”, ha spiegato il Presidente, chiarendo che il percorso parte da un confronto interno strutturato, finalizzato a costruire una posizione unitaria da presentare a istituzioni e politica.

“Un processo interno che ha come obiettivo il dialogo con le istituzioni”

Secondo D’Angelo, il lavoro dell’associazione si fonda su “un processo di condivisione interna il cui obiettivo è il dialogo con le istituzioni e la politica, per definire soluzioni equilibrate ed efficaci che rispettino tutte le esigenze”. Una linea che, nelle sue parole, esclude l’immobilismo: “SAPAR non può permettersi di restare ferma”.

Riforma del gioco terrestre

La riforma del gioco terrestre rappresenta il punto più delicato del confronto istituzionale. In occasione di ENADA Workshop 2025, D’Angelo ha indicato una linea chiara, definendo priorità che considera non negoziabili.

“I punti principali che portiamo ai tavoli politici e istituzionali sono maggiore sicurezza per il giocatore, più intrattenimento, un migliore equilibrio nella tassazione e il rispetto delle entrate dello Stato”, ha affermato. A questi elementi si aggiunge l’attenzione alla sostenibilità ambientale, già integrata nel nuovo modello di apparecchio presentato dall’associazione.

“Il futuro per noi è già iniziato”

Secondo il presidente SAPAR, il comparto ha già dimostrato di poter rispondere alle sfide normative e tecnologiche. “Questa nuova AWP dimostra che tutti questi punti hanno già una soluzione concreta”, ha dichiarato, aggiungendo: “Per noi di SAPAR, il futuro è già iniziato”.

Operatori come presidio di legalità

saparsapar

D’Angelo ha ribadito più volte il ruolo degli operatori come presidio economico e sociale nei territori. “Agli operatori è stato chiesto di investire, formarsi, assumersi responsabilità e fare sacrifici”, ha ricordato, sottolineando che sono stati proprio loro a rendere possibile “il passaggio dal gioco fisico illegale a quello legale” a partire dai primi anni Duemila.

“Negli ultimi vent’anni il settore degli apparecchi da intrattenimento ha consentito allo Stato di incassare circa 100 miliardi di euro”, ha evidenziato, aggiungendo che oggi il comparto rappresenta “il principale contributore, con il 36% del gettito complessivo del gioco e il 10% di tutte le entrate statali legate ai giochi”.

Regole locali e frammentazione normativa

Sul rapporto con gli enti locali, D’Angelo ha descritto un quadro frammentato. “Negli ultimi anni l’Italia è diventata un mosaico normativo”, ha spiegato, parlando di territori caratterizzati da livelli di restrizione molto diversi.

Una sorta di semaforo regolatorio”, ha detto, “che in molti casi impedisce a due attività simili, anche a pochi chilometri di distanza, di operare alle stesse condizioni”. Da qui la richiesta di politiche più equilibrate e non discriminatorie nei confronti del gioco pubblico legale.

Distanze e approccio al contrasto

Sul tema delle distanze, D’Angelo ha richiamato i dati scientifici. “Nel 2018 l’Istituto Superiore di Sanità ha presentato lo studio più dettagliato mai pubblicato in Italia sul gioco”, ha ricordato, sottolineando che i limiti distanziali “hanno prodotto l’effetto opposto rispetto a quello per cui erano stati introdotti”.

“I giocatori problematici preferiscono giocare lontano da luoghi in cui potrebbero essere riconosciuti”, ha spiegato, precisando che “il contrasto al disturbo da gioco passa attraverso educazione e informazione, non attraverso il proibizionismo, che la storia ha dimostrato essere un fallimento”.

Innovazione e rapporto con l’online

Guardando al futuro, D’Angelo ha descritto il nuovo apparecchio come “una concentrazione di tecnologia al servizio della sicurezza e del divertimento”. In questo scenario, ha sottolineato la necessità di riequilibrare il rapporto tra gioco online e gioco fisico.

Il rapporto tra online e terrestre deve diventare paritario”, ha affermato, indicando come l’attuale sistema sia sbilanciato “in termini di payout e tassazione”.

Reputazione del settore

Infine, il presidente SAPAR ha affrontato il tema della reputazione. “Oggi, a livello globale, il settore del gioco soffre di un evidente problema di reputazione”, ha dichiarato, denunciando la frequente sovrapposizione tra gioco legale e illegale nel dibattito pubblico.

Noi non siamo entità astratte: siamo presenti nei territori e siamo un presidio di legalità”, ha concluso, spiegando che l’associazione interviene per correggere rappresentazioni distorte “fornendo dati e argomentazioni per ristabilire un quadro corretto e difendere la dignità del lavoro degli operatori”. ng/AGIMEG

Exit mobile version