Home In Evidenza Sala scommesse autorizzata e poi bloccata per il distanziometro: risarcimento da oltre 36.000 euro al titolare

Sala scommesse autorizzata e poi bloccata per il distanziometro: risarcimento da oltre 36.000 euro al titolare

Tribunale, interno aulaTribunale, interno aula

Il TAR Campania ha accolto il ricorso presentato dal gestore di una sala scommesse, condannando il Ministero dell’Interno e il Comune di Caserta al pagamento di 36.366 euro, oltre rivalutazione e interessi, a titolo di risarcimento danni.

La vicenda riguarda una licenza rilasciata dalla Questura di Caserta l’11 marzo 2024 per l’attività di raccolta scommesse. Il titolo era stato concesso dopo l’istruttoria svolta anche dalla Polizia Locale del Comune, che aveva inizialmente attestato il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili previste dalla normativa regionale.

Successivamente, però, un nuovo accertamento comunale aveva rilevato la presenza, a meno di 250 metri, di un’attività didattica qualificata come luogo sensibile. Sulla base di tale riscontro, la Questura aveva avviato e poi concluso il procedimento di annullamento in autotutela della licenza.

La decisione del TAR

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Il ricorrente non ha contestato la legittimità dell’annullamento, ma ha chiesto il risarcimento per l’affidamento riposto nel titolo inizialmente rilasciato. Secondo il TAR, l’operatore aveva ritenuto valida l’autorizzazione e, sulla base di questa, aveva sostenuto spese per il contratto di locazione, lavori di ristrutturazione, impianti, arredi e pratiche tecniche.

Il Tribunale ha escluso che il privato avesse l’onere di verificare autonomamente la presenza di luoghi sensibili, trattandosi di un accertamento rimesso all’Amministrazione. Per i giudici, la Questura si è affidata all’istruttoria del Comune di Caserta, che ha errato nella verifica iniziale, determinando la responsabilità di entrambi gli enti.

I giudici hanno riconosciuto il risarcimento limitatamente alle spese sostenute dal gestore confidando nella validità della licenza, respingendo invece le richieste legate al mancato guadagno e al danno d’immagine. sm/AGIMEG

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