Sala giochi di Villamar troppo vicina a luoghi sensibili: il TAR Sardegna conferma chiusura fino al merito

Il TAR Sardegna ha respinto la richiesta di sospensione presentata dal gestore di una sala giochi di Villamar contro l’ordinanza del Comune che aveva disposto la cessazione immediata dell’attività.

La vicenda riguarda il locale denominato “Hollywood Cafè”, dove la società titolare aveva avviato un’attività di sala giochi tramite DUA (Dichiarazione Unica Autocertificativa). L’amministrazione comunale aveva però ordinato lo stop dell’attività ritenendo che l’esercizio violasse le norme regionali sulle distanze dai cosiddetti “luoghi sensibili”.

Il problema delle distanze

Secondo quanto accertato dal Comune, la sala giochi si trova a meno di 500 metri da due strutture considerate sensibili: l’Istituto Comprensivo Statale di Villamar e il centro di aggregazione sociale presente nel paese.

La legge regionale Sardegna n. 2 del 2019 stabilisce infatti una distanza minima di 500 metri tra sale giochi e luoghi sensibili come scuole o centri di aggregazione. Proprio sulla base di questa norma il Comune ha ordinato la cessazione immediata dell’attività e il ripristino della situazione precedente all’apertura della sala.

La società che gestisce il locale ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR chiedendo la sospensione urgente del provvedimento, sostenendo che la norma regionale non sarebbe stata applicabile nel caso concreto e che l’amministrazione avrebbe svolto un’istruttoria insufficiente. Nel giudizio si sono costituiti sia il Comune di Villamar sia l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.distanziometro

La decisione del TAR

Il TAR Sardegna ha però respinto l’istanza cautelare. Secondo i giudici, la legge regionale non ha carattere meramente programmatico ma è immediatamente applicabile. Inoltre, non risulta contestata la circostanza che la sala giochi si trovi effettivamente a meno di 500 metri dai luoghi sensibili indicati dal Comune.

Il tribunale ha inoltre escluso un difetto di istruttoria e ha sottolineato che il provvedimento comunale ha natura sostanzialmente vincolata: una volta accertata la violazione delle distanze, l’amministrazione non aveva margini discrezionali.

Con il rigetto della richiesta cautelare, l’ordinanza del Comune resta efficace e la sala giochi deve rimanere chiusa almeno fino alla decisione nel merito del ricorso. mg/AGIMEG