Nella Capitale torna al centro dell’attenzione una presenza silenziosa ma radicata nel tessuto urbano: le cabine fototessera. Il Municipio I di Roma ha approvato all’unanimità una proposta che sollecita la rimozione o la ricollocazione di diverse postazioni, considerate ormai inutilizzate e problematiche per il decoro cittadino.
Secondo il documento, alcune cabine presenti in aree come via Volturno, piazza dell’Indipendenza, piazza Vittorio e viale Manzoni sarebbero diventate punti critici per la sicurezza e la pulizia urbana. Nella relazione si parla di “ricettacolo di rifiuti, oggetti abbandonati, luogo di spaccio e di espletamento di bisogni corporei”. Da qui, la richiesta rivolta all’amministrazione capitolina di intervenire per contenere e ripulire questi spazi.
A prendere posizione in merito è anche Dedem, storica azienda che da oltre sessant’anni
La prima cabina italiana venne posizionata a Roma nel 1962, all’interno della Galleria Colonna. Da allora, è diventata parte della quotidianità di intere generazioni, tra esigenze burocratiche e momenti personali. Anche nell’era digitale, continua a svolgere un ruolo rilevante per documentazioni ufficiali e pratiche amministrative.
Il dibattito, tuttavia, non si esaurisce nella sola funzionalità. In una visione urbana più ampia, le cabine rappresentano luoghi di relazione e supporto. Lo dimostrano esempi come l’intervento di riqualificazione a Torpignattara, dove una vecchia cabina è stata restaurata e integrata in un progetto di rigenerazione del quartiere. O le Pink Box: tante strutture già attive in Italia, trasformate in presidi di emergenza contro la violenza di genere, collegate direttamente al numero 1522, disponibile 24 ore su 24 e in tutte le lingue.
Alla base della posizione dell’azienda c’è una visione che richiama il concetto di micro-infrastruttura urbana: piccoli spazi capaci di generare prossimità e riconoscimento reciproco, anche in un contesto metropolitano complesso. La loro soppressione rischierebbe dunque di ignorare un potenziale di servizio e socialità che, con interventi mirati, può essere ottimamente recuperato e reinventato. ng/AGIMEG










