Il riordino del gioco pubblico in Italia rappresenta un intervento strategico per garantire regole uniformi su tutto il territorio nazionale. Non è più accettabile un quadro normativo frammentato, con disposizioni differenti da comune a comune, spesso introdotte attraverso ordinanze improvvisate da soggetti che ignorano il contributo determinante del settore in termini di gettito erariale, altresì favorendo il cosiddetto “turista del gioco” oltre frontiera.
Se da un lato gli obiettivi dichiarati – riduzione dell’offerta di gioco, contrasto all’illegalità, tutela dei cittadini e prevenzione delle dipendenze – risultano condivisibili, dall’altro – si legge in una nota CNI Confederazione Italiana Noleggiatori – le misure previste rischiano di compromettere seriamente l’equilibrio economico del comparto.
Nuove normative e restrizioni: come le PMI nel settore giochi rischiano di scomparire
In particolare, la drastica riduzione degli apparecchi da gioco, i limiti sempre più stringenti per sale e orari, nonché la revisione del sistema concessorio e fiscale, stanno mettendo in forte difficoltà le piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura del settore.
A destare maggiore preoccupazione è la bozza del nuovo bando, che appare fortemente penalizzante per le PMI e potenzialmente distruttiva per il tessuto imprenditoriale nazionale. Il rischio concreto è quello di espellere dal mercato numerosi gestori, favorendo una concentrazione nelle mani di grandi gruppi di investimento stranieri, con pesanti ricadute anche in termini occupazionali e territoriali.
Sistema di regole unico e chiaro per il settore del gioco
Serve un sistema di regole unico, chiaro e non discriminatorio, che metta tutti gli operatori nelle stesse condizioni e assicuri certezza normativa. In questo contesto, va anche valutato un possibile ampliamento delle tipologie di gioco, come leva per riequilibrare il mercato e contrastare dinamiche distorsive.
Al tempo stesso, è indispensabile affrontare con serietà il tema della crescente diffusione del gioco online, che sta progressivamente erodendo gli spazi di socialità tipici del gioco fisico. La mancanza di interazione sociale rappresenta un elemento critico che deve essere oggetto di un’analisi concreta e non ideologica.
CNI: impegno per regole equilibrate e sostenibili nel settore dei gestori
Di fronte a questo scenario, il CNI – conclude la nota – conferma il proprio impegno: è stato e continuerà a essere in prima linea per la tutela dei gestori, chiedendo regole eque, sostenibili e realmente orientate a garantire un equilibrio tra legalità, responsabilità sociale e salvaguardia del tessuto imprenditoriale nazionale.
“Non è accettabile che una riforma nata per regolamentare il settore finisca per penalizzare chi ha sempre operato nella legalità. Il riordino deve rappresentare un’opportunità di equilibrio e sviluppo, non uno strumento di esclusione dal mercato.”
Il CNI chiede pertanto un immediato confronto con le istituzioni competenti, affinché il percorso di riforma venga corretto e orientato a una reale sostenibilità economica e sociale del comparto. cdn/AGIMEG

