Il riordino del gioco fisico torna al centro dell’agenda politica. Dopo una lunga fase di preparazione, il decreto legislativo destinato a ridisegnare il comparto è ormai pronto per i passaggi istituzionali finali. L’obiettivo è quello di superare l’attuale frammentazione regolatoria, costruendo un sistema più coerente tra livello statale e amministrazioni territoriali.
Fine delle regole a macchia di leopardo
Uno dei nodi principali, riporta oggi Il Sole 24 Ore, riguarda la distribuzione dei punti gioco sul territorio. Negli ultimi anni, ordinanze comunali e leggi regionali hanno prodotto un quadro estremamente disomogeneo, incidendo soprattutto su distanze e orari.
La riforma punta a riportare ordine, introducendo criteri uniformi e riducendo le discrepanze che hanno caratterizzato il settore. Il tema è particolarmente sensibile perché incide direttamente sull’accessibilità dell’offerta legale e, di conseguenza, sulla capacità di contrastare il gioco irregolare.
Un settore che cambia, tra cali e pressioni dell’illegale
Il comparto del gioco pubblico continua a garantire entrate miliardarie per l’Erario, ma evidenzia segnali di difficoltà in alcune componenti. In particolare, il segmento degli apparecchi da intrattenimento registra una flessione significativa, con una riduzione del gettito stimata in circa 250 milioni di euro nel 2025.

Parallelamente, si rafforza il peso del circuito illegale: il gioco clandestino viene stimato intorno ai 19-20 miliardi di euro per l’online e tra i 10 e i 15 miliardi per il gioco fisico.
In questo contesto, il riordino mira a riequilibrare il sistema, rafforzando il presidio della legalità e sostenendo l’offerta regolamentata, per evitare che ulteriori restrizioni possano favorire canali non controllati.
Distanze e orari, il riordino punta a regole uniformi
Tra gli aspetti più sensibili della riforma c’è quello legato alla presenza dei punti gioco sul territorio, soprattutto per quanto riguarda distanze dai luoghi sensibili e orari di attività. Il riordino punta a definire criteri più chiari per regolare il rapporto tra offerta in concessione e amministrazioni locali.
I negozi certificati potrebbero aprire a una distanza di 100 metri da luoghi sensibili come scuole e Rsa. Una misura che si inserisce nell’obiettivo più ampio di garantire un’offerta considerata più controllata e tracciabile, nel tentativo di rafforzare il presidio di legalità sul territorio.
Fondo per i territori e misure di prevenzione
Tra gli strumenti previsti dal decreto figura anche un meccanismo di redistribuzione delle risorse, con una quota delle entrate del gioco pubblico destinata agli enti territoriali. Le somme saranno impiegate anche per finanziare interventi legati alla prevenzione delle dipendenze.
Parallelamente, si lavora a un sistema di qualificazione degli operatori, con l’obiettivo di garantire standard più elevati e una maggiore affidabilità dell’offerta. sb/AGIMEG

