Home Attualità Riordino gioco fisico, Rosato (Azione): “Il gioco legale combatte quello illegale ed è compito dello Stato regolarlo”

Riordino gioco fisico, Rosato (Azione): “Il gioco legale combatte quello illegale ed è compito dello Stato regolarlo”

Onorevole Ettore Rosato della Commissione Difesa e CopasirOnorevole Ettore Rosato della Commissione Difesa e Copasir

“Mi fa molto piacere e ringrazio dell’invito a poter dare un piccolo contributo su questo aspetto che interagisce moltissimo con la vita dei nostri concittadini ed è viziato da un dibattito spesso rotto da una demagogia di comunicazione che c’è sul tema del gioco. Io penso che noi abbiamo delle priorità in questo: il gioco legale combatte il gioco illegale. Non è che il gioco legale costruisce altro gioco legale.

E’ quanto ha dichiarato l’onorevole Ettore Rosato, membro della Commissione difesa e del Copasir, durante il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” organizzato dallIstituto Milton Friedman.

“Il gioco legale combatte il gioco illegale. E dove non c’è il gioco legale, la regolamentazione del gioco legale non è precisa, puntuale, efficace, si insinua il gioco illegale che è spesso organizzato e strutturato alla criminalità organizzata. Questo e deve restare un principio che noi difendiamo e diffondiamo rispetto a quello di cui stiamo discutendo, perché sembra che lo Stato alimenti il gioco, lo Stato regola il gioco, che sono due cose diverse”.

Il compito dello Stato è regolarlo fino in fondo e si deve assumere le responsabilità, vuol dire anche non delegare le responsabilità in maniera troppo semplice a altri soggetti istituzionali. Credo che essendo il gioco una concessione nazionale e tutti i meccanismi sono a voi più noti che a me, è necessario che lo Stato assuma la responsabilità della regolamentazione fino in fondo di questi meccanismi”.

“Perché se ci fossero concessioni comunali per il gioco è giusto che le concessioni comunali vengano regolamentate dai regolamenti comunali. Ma non può esserci su una concessione nazionale una regolamentazione comunale, perché si entra in un cortocircuito che è di natura commerciale prima di tutto, ed è evidente e non mi soffermo, ma anche di squilibrio territoriale per cui i due comuni confinanti, sulla base di una concessione nazionale, hanno due applicazioni diverse e non giustificate da nulla”.

“Perché non è che c’è una giustificazione, perché un comune ha un orario e un altro comune ne ha un altro. Non c’è nessuna giustificazione. Io credo che questo tema vada affrontato con maggior senso di consapevolezza, e l’unico soggetto che può affrontarlo è lo Stato“.

“Non ci si scontra con i comuni, si risolve il problema ai comuni, si risolve il problema ai sindaci. Perché le regolamentazioni che emettono i sindaci e che sono di loro natura sono spesso frutto semplicemente di una pressione territoriale che hanno perché qualcuno ha dato la possibilità di fare questi regolamenti che sono assolutamente e inutilmente applicati. E io penso che questo sia il primo tema”.

Convegno Gioco pubblico Istituto Milton FriedmanConvegno Gioco pubblico Istituto Milton Friedman

Il secondo tema: la filiera del gioco è una filiera che ha anche un carattere industriale, che ha anche molta innovazione, dove c’è un background positivo e importante per il nostro paese. Dovremmo trovare modalità per sfruttare di più questa capacità industriale che noi abbiamo e rafforzando soprattutto le filiere produttive nazionali su questo, che hanno una capacità, una potenzialità importante e che invece non trovano diciamo una corrispondenza nella capacità anche da parte del pubblico e da parte dello Stato nella regolamentazione”.

“Quindi io penso che noi, anche con la definizione dei prossimi decreti, le cose che deve fare il governo, sicuro io penso che ci possa essere anche uno spazio di interlocuzione importante tra maggioranza e opposizione. Ci sono tanti colleghi eh anche dell’opposizione che hanno sensibilità su questi temi. Mi auguro che da parte della maggioranza ci sia un’apertura, però per esserci un’assunzione di responsabilità e non continuare a delegare e rimandare le decisioni che vanno assunte“.

“Io credo che se non si risolvono le questioni che stanno al cuore del problema e che sono nelle disponibilità del decisore politico, e cioè in particolare quello della regolamentazione territoriale, tutto il resto è una riflessione che serve per alimentare il nostro dibattito”.

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