Home Attualità Riordino gioco fisico, Il Sole24 Ore: la riforma si ferma ancora. Verso una nuova proroga delle concessioni

Riordino gioco fisico, Il Sole24 Ore: la riforma si ferma ancora. Verso una nuova proroga delle concessioni

Riordino gioco fisicoRiordino gioco fisico

Il percorso di riforma del gioco pubblico terrestre si sarebbe nuovamente arrestato a pochi passi dal traguardo. Il progetto di riordino che avrebbe dovuto ridisegnare il settore delle scommesse sportive, delle sale bingo e degli apparecchi da intrattenimento rischia infatti di rimanere ancora una volta nei cassetti.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il decreto attuativo della delega fiscale predisposto dal Ministero dell’Economia non avrebbe ottenuto il necessario via libera da parte della Presidenza del Consiglio. La conseguenza immediata sarebbe il mancato completamento della riforma del gioco fisico, mentre proseguirebbe soltanto il percorso già avviato per il comparto del gioco online.

Distanze dai luoghi sensibili: il nodo che continua a bloccare il riordino

Il principale ostacolo sarebbe rappresentato dalle regole relative alle distanze dai luoghi sensibili, tema che da anni divide Governo, enti locali e operatori del settore.

L’ipotesi elaborata dai tecnici del Mef prevedeva un sistema differenziato di “distanziometro”. Per i punti vendita specializzati certificati si ipotizzava una distanza minima di 100 metri lineari, equivalenti a circa 150 metri pedonali, mentre per i punti gioco generalisti la distanza sarebbe salita a 200 metri lineari, pari a circa 250 metri pedonali.

Una soluzione che, secondo le ricostruzioni del quotidiano economico, non avrebbe convinto una parte del Governo e che avrebbe incontrato forti resistenze da parte di Regioni e Comuni, da sempre favorevoli a mantenere regole particolarmente restrittive nei confronti delle attività di gioco.

Il tema delle distanze riguarda soprattutto luoghi considerati sensibili come scuole, ospedali, RSA e altri punti di aggregazione, e rappresenta da anni uno dei principali terreni di scontro tra amministrazioni locali e operatori autorizzati.

Riduzione della rete e impatto sul gettito

La proposta non si limitava al solo distanziometro. Tra gli obiettivi vi era infatti anche una significativa riduzione del numero dei punti vendita autorizzati.

Secondo le stime riportate da Il Sole 24 Ore, l’applicazione delle nuove distanze avrebbe comportato una contrazione rilevante della rete distributiva. Viene stimato che l’applicazione delle distanze più ampie avrebbe potuto determinare una perdita di gettito superiore a 1,2 miliardi di euro.

Concessioni scadute e rischio nuove proroghe

La mancata approvazione del decreto attuativo apre ora un altro fronte delicato: quello delle concessioni ormai scadute.

L’assenza della riforma obbligherebbe infatti lo Stato a ricorrere a nuove proroghe per consentire la prosecuzione delle attività. Una situazione che riguarda in particolare le concessioni delle scommesse sportive, delle sale bingo e degli apparecchi da intrattenimento, già prorogate più volte negli ultimi anni.

Secondo gli operatori del settore, l’ennesimo rinvio rischierebbe di aumentare l’incertezza normativa e di rallentare gli investimenti. Inoltre, la mancata definizione di nuove regole potrebbe continuare a favorire il mercato illegale, che sottrae raccolta e risorse al circuito autorizzato.

Mancate gare e minori entrate per lo Stato

Un altro effetto dello stop riguarda le future gare concessorie. L’attuazione della delega avrebbe infatti dovuto consentire l’avvio delle nuove procedure per l’assegnazione delle concessioni.

Secondo le stime richiamate dal quotidiano economico, le gare per scommesse, bingo e apparecchi avrebbero potuto garantire allo Stato introiti per non meno di 2 miliardi di euro.

Riordino gioco fisicoRiordino gioco fisico

Il rischio di una nuova proroga generale

In assenza di un accordo politico sul riordino, prende quindi sempre più corpo l’ipotesi di una nuova proroga delle concessioni esistenti. Una soluzione che consentirebbe di evitare vuoti normativi, ma che rinvierebbe ancora una volta una riforma attesa da anni da operatori, istituzioni e amministrazioni locali.

Il settore resta quindi in una fase di forte incertezza. Mentre il riordino del gioco online è ormai entrato nella fase operativa, quello del gioco fisico continua a scontrarsi con questioni irrisolte che riguardano la tutela dei territori, la sostenibilità economica della rete e la necessità di garantire allo Stato un quadro regolatorio stabile e duraturo

Exit mobile version