E’ in corsa a Roma il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”. L’evento, promosso dal Milton Friedman Institute, vede confrontarsi politica, istituzioni e rappresentanti del settore del gioco pubblico.
Ad intervenire, anche l’onorevole Andrea de Bertoldi, membro della Commissione Finanze: “Otto giorni fa, e molti di voi erano presenti, abbiamo fatto alla Camera, alla Sala della Lupa, un importante convegno sulla stessa tematica, sulla riforma del gioco. E perché lo dico? Non per ricordare un evento che è già successo, ma lo dico perché il giorno dopo, cioè sette giorni fa, mercoledì scorso, ho scritto, come era stato preso in accordo tra di noi, ho scritto una lettera”.
“A chi? A coloro che devono emanare il decreto legislativo. Che stiamo aspettando? Ho scritto al Vice Ministro Maurizio Leo e al Direttore dell’Agenzia delle Dogane, Alesse. Ho scritto facendo presente le criticità. Un decreto legislativo deve uscire dopo un’attenta riflessione, un attento confronto soprattutto con voi, con gli operatori del gioco”.
“Non mi pare che questo sia stato fatto almeno nel modo completo. Per certi versi questo ritardo nella risposta che ancora non è avvenuta lo voglio attribuire, proprio perché io sono uno che pensa sempre bene, lo voglio attribuire al fatto che gli abbiamo dato degli spunti importanti di riflessione e che quindi questo decreto, che dicevano essere in via d’uscita, magari lo stanno rielaborando”, ha proseguito de Bertoldi.
“E allora anche un convegno come quello di oggi può servire a dare ulteriori indicazioni al governo. Perché dico è un momento importante? Perché qui ci poniamo di fronte a un dilemma. Il problema è quello di dire: vogliamo andare verso un oligopolio? Parliamoci chiaro. Vogliamo dare il gioco fisico in mano anche a chi ha già praticamente la totalità del gioco online?”.
“Questa è una domanda molto semplice e chiara: sì o no? Io sono il presidente di un movimento cristiano liberale, quindi vogliamo dare forza al libero mercato e alla concorrenza o vogliamo stringere verso l’oligopolio? Questa è la prima domanda che dobbiamo dare. Ma allora, se è così, non possiamo aumentare i limiti di concentrazione, come qualcuno vocifera, al 40%”.
“Dobbiamo anche ricordare, e questo è un altro monito che io rivolgo alla mia maggioranza, dobbiamo ricordare che, da commercialista lo dico, che il prelievo fiscale del gioco online è nettamente inferiore in modo determinato, circa tre volte, a quello che è il prelievo fiscale del gioco fisico”.
“Allora io mi domando se uno di voi, ciascuno di voi, fosse il detentore delle concessioni fisiche e online e quindi si verificasse la coincidenza nella proprietà tra il gioco fisico e il gioco online, voi, ciascuno di voi imprenditore, cosa farebbe? Faciliterebbe il gioco fisico dove ci guadagna di più lo Stato? O faciliterebbe il gioco online dove ci guadagna più lui, cioè l’imprenditore?”.
“Perché io da commercialista direi al mio cliente: “Ma amico mio, tu hai tutte e due le possibilità, tu orienta la tua clientela, quando entra nella tua sala gli metti un bel terminale e lo fai giocare online perché guadagni di più”. Ma allora, questo è l’interesse dello Stato? Mi pare di no, perché io credo che l’interesse dello Stato sia incrementare l’erario”.
“Allora questi sono i temi fondamentali. Uno: garantiamo il libero mercato o vogliamo andare verso un oligopolio? Vogliamo tutelare l’erario o vogliamo facilitare i profitti privati? Ultimo aspetto: le ludopatie. Vogliamo confinare i giocatori in una stanza, magari come qualcuno ha detto nell’amministrazione, col Metaverso, mettendosi le mascherine, giocando nelle sale giochi in modo virtuale, nelle segrete stanze dove nessuno ti controlla?”
“O preferiamo che eventualmente chi vuole giocare vada in un locale dove comunque c’è un controllo? Queste sono le domande molto molto semplici. Parliamoci chiaro, non c’è molto di più da dire. Ci diano risposte su questo. Noi liberali che nel centrodestra abbiamo vinto le elezioni, e sono certo che le rivinceremo, basandoci sui valori liberali e sulla difesa della PMI italiana, chiediamo risposte su questi temi”.
“E le risposte non possono che essere chiare. Non sono arrivate fino ad oggi, ma io sono certo che nelle prossime ore ci arriverà finalmente una risposta che interessa non solamente gli imprenditori come voi, ma interessa la politica, interessa i cittadini, interessa l’erario. Quindi aspettiamo fiduciosi“.

