Nel tribunale di Pistoia si è tenuta una nuova udienza del processo End Game, l’inchiesta che ha scoperchiato un complesso sistema di riciclaggio, frode fiscale e criminalità organizzata tra la Toscana e la comunità d’affari sino-italiana. Al centro della deposizione del luogotenente Michelangelo Gentile (Guardia di Finanza), la figura di Hu YunYie, noto come “Paolo”, e il meccanismo finanziario utilizzato per evadere milioni di euro.
Un tesoro invisibile
Secondo quanto emerso dagli accertamenti delle Fiamme Gialle, Hu YunYie gestiva un impero economico restando nell’ombra. Nonostante viaggiasse a bordo di una Porsche e mantenesse rapporti diretti con vari professionisti, il suo nome non appariva ufficialmente nelle visure camerali.
Le indagini hanno rivelato che: dal 1999, le società a lui riconducibili avevano accumulato 34 milioni di euro di debiti con il fisco; controllava occultamente altre sei aziende dislocate tra Firenze, Prato e Montecatini; una di queste società era collegata alla gestione del “Principe”, il locale situato nello storico Kursaal, già noto alle cronache per un incendio doloso.
Come funziona il sistema “Apri e Chiudi”
Il luogotenente Gentile ha descritto minuziosamente la tecnica del riciclaggio e autoriciclaggio attuata attraverso lo schema delle “aziende usa e getta”.
Il successo di questo sistema illegale si basa sulla sfasatura temporale tra l’accumulo del debito e l’intervento dello Stato. Ecco i passaggi chiave:
- Costituzione: l’azienda viene aperta intestandola a prestanome (“teste di legno”).
- Operatività frenetica: in 2 o 3 anni genera volumi d’affari enormi, emettendo spesso fatture per operazioni inesistenti.
- Evasione sistematica: l’impresa omette il versamento di IVA, contributi previdenziali e ritenute.
- Dissoluzione: prima dell’inizio di pignoramenti o ispezioni, l’azienda viene posta in liquidazione o abbandonata.
- Ripartenza: dipendenti, contratti e macchinari vengono trasferiti a una nuova entità legale “pulita”, ricominciando il ciclo.
L’asse tra criminalità cinese e italiana
L’operazione End Game, scattata nel 2024 con 12 misure cautelari, ha portato alla luce una collaborazione strategica tra diverse compagini criminali:
- Criminalità cinese: specializzata nella gestione finanziaria, nel riciclaggio e nelle frodi fiscali su larga scala.
- Criminalità italiana: responsabile, secondo l’accusa, delle attività più violente come estorsioni e traffico di stupefacenti.
- I numeri dell’inchiesta: nel filone pistoiese risultano imputati, tra gli altri, Hu YunYie e l’italiano Pierluigi Spera. I reati contestati a vario titolo vanno dal falso alla frode fiscale, fino all’esercizio abusivo di scommesse. cdn/AGIMEG

