SWG ha analizzato nel dettaglio anche i comportamenti dei giocatori italiani attraverso tre strumenti psicometrici e comportamentali: PGSI, PPS e IAT. Un’indagine condotta su oltre 4.000 cittadini, di cui 2.130 giocatori.
Metodologia: tre test per radiografare rischio, consapevolezza e attrazione psicologica
La misurazione ha integrato:
- PGSI (Problem Gambling Severity Index) per individuare il livello di rischio;
- PPS (Positive Play Scale) per valutare la consapevolezza del giocatore;
- IAT (Implicit Association Test) per misurare la coerenza – o la distanza – tra atteggiamenti espliciti e impliciti.
Questa struttura ha permesso di classificare i giocatori secondo quattro profili psicologici.
Dai coerenti positivi agli implicitamente attratti: la mappa dei comportamenti
L’incrocio dei dati genera un quadro che distingue:
- Coerenti positivi
Giocatori che attribuiscono al gioco una valenza positiva, sia a livello conscio sia inconscio. Sono i profili che vivono l’esperienza di gioco con maggiore entusiasmo e continuità.
- Giocatori con senso di colpa
Mostrano una percezione esplicita positiva ma un atteggiamento inconscio negativo. Vivono dunque il gioco come un conflitto tra piacere e disvalore.
- Coerenti negativi
Chi esprime un giudizio negativo, sia conscio che inconscio. Pur avendo una percezione sfavorevole, tuttavia continuano a giocare. Questo gruppo rappresenta il 23,6% dei casi osservati.
- Implicitamente attratti
Sono coloro che, pur dichiarando un giudizio negativo sul gioco, risultano fortemente attratti a livello implicito. Un dato particolarmente significativo: questo gruppo rappresenta il 27,3%.
Il dato chiave: il 51,9% dei giocatori manifesta una dissociazione tra quello che pensa e quello che sente
Oltre metà del campione mostra una distanza tra il giudizio esplicito e quello implicito, un indicatore psicologico che SWG segnala come particolarmente rilevante: il gioco, nel vissuto dei giocatori, genera un impatto emotivo complesso, spesso non riconosciuto consapevolmente.
Livelli di rischio: profilo italiano a bassa pericolosità
L’analisi aggregata dei tre test mostra che:
- una larga quota dei giocatori italiani si colloca in una fascia di rischio basso o nullo,
- ma emergono segmenti con rischio elevato, spesso associati a un approccio più impulsivo o emotivamente conflittuale.
sb/AGIMEG










