Ricerca Luiss, Mori (ADM): “Dal 1° novembre nasce la direzione antifrode, assunti 39 ingegneri specializzati in AI”

“Dal 1° novembre, nasce la direzione antifrode. L’abbiamo sempre fatto ma oggi lo vogliamo fare con uno stretto collegamento tra la direzione centrale e il territorio, che ci tornerà utile nel contrasto all’illegalità”. Lo ha annunciato Claudia Mori, dirigente Ufficio Investigazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso della presentazione della ricerca “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria“, realizzata dalla Luiss Business School.

Mori ha aggiunto: “A fianco alla direzione antifrodi, che io oggi rappresento, c’è la direzione Giochi, che si occupa dei rapporti con i concessionari. Il mio ufficio, invece, si occupa della repressione e il contrasto all’illegalità. Abbiamo, quindi, una intelligence che si occupa dell’analisi dei flussi e delle attività predittive. La nostra attività non ha solo l’obiettivo della repressione del gioco illegale ma anche della sicurezza e la tutela dei minori. D.L.78 del 2009 già indicava che bisognava mettere insieme le diverse forze per raggiungere il contrasto sul territorio. Quindi, collaborare con le forze di polizia, un ruolo diverso dal nostro”.

“Con la Guardia di Finanza abbiamo stipulato un protocollo d’intesa, rinnovato di recente, e naturalmente collaboriamo con Polizia e Carabinieri. Con tutte le forze di polizia, seduti allo stesso tavolo facciamo un’analisi dei rischi che ci consentono di individuare gli ambiti territoriali sui quali bisogna agire prima e in un certo modo. Bisogna anche confrontarsi con le proprie articolazioni territoriali, vale per noi come per le singole forze di polizia. E a volte si raggiungono risultati eccellenti, com’è avvenuto di recente in Calabria. Altre volte è più complicato”.

“A conclusione di un tavolo interforze, comunichiamo con la Prefettura, che ha il compito di attuazione del Tulps. Nell’ultima campagna abbiamo controllato più di 600 esercizi e sono state rilevate 231 violazioni amministrative ed elevate sanzioni per un totale di 5,739 milioni di euro. Oggi, naturalmente, stiamo lavorando sull’introduzione dell’intelligenza artificiale per ottimizzare questa attività. E l’Agenzia ha assunto recentemente 39 ingegneri specializzati”.

Nel corso della presentazione è intervenuto anche il generale Michele Esposito, Comandante Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressioni Frodi Fiscali della Guardia di Finanza. “La Guardia di Finanza ha competenza generale in ambito economico, quindi presidiamo anche il settore dei Giochi insieme all’ADM. Abbiamo dei reparti dislocati sul territorio nazionale predisposti ad attività di controllo previste dalla disciplina di sicurezza e antiriciclaggio. Abbiamo reparti specializzati anche per l’online e collaboriamo in via amministrativa e di indagini con l’ADM per individuare siti non autorizzati che offrono gioco, che vengono poi oscurati e reindirizzati. È un’attività costante, che interessa anche i provider. Sono previste anche delle sanzioni qualora gli internet service provider non siano collaborativi. Laddove il sito continua ad essere utilizzato, sono condotti controlli specifici con cui poi si segnala al reparto competente. È più complicato quando invece si esce dal territorio nazionale, spesso siti non autorizzati risiedono in Paesi non collaborativi come Curaçao”.

“Per quanto riguarda l’attività di Polizia giudiziaria, la criminalità si annida dove ci sono spazi di profitto. La criminalità organizzata non ha più necessità di compiere reati che destano allarmi sociali, ma preferisce reati di carattere economico. Il settore del gioco si presta molto all’interesse criminale. Con un semplice clic si ottengono profitti interessanti e significativi. Abbiamo un reparto centrale di coordinamento dei 26 GICO sul territorio nazionale più i reparti più capillari. Poi ovviamente c’è anche la criminalità comune nell’esercizio abusivo dell’attività di scommesse”.

“In materia di prevenzione di antiriciclaggio, è previsto un obbligo di identificazione e adeguata verifica. Gli operatori del gioco, fisico e online, sono destinatari di questa normativa, avendo questi obblighi comuni per gli operatori finanziari e gli ordini professionali. Anche questo sistema di prevenzione ci permette di avviare alert di rischio che poi fanno scattare indagini. In ultimo, c’è l’aspetto fiscale. Quando si parla di gioco, c’è pregiudizio. Il contemperamento degli interessi in gioco tra le varie parti in causa (consumatore, operatore e Stato) non è semplice. La Guardia di Finanza contesta agli operatori non autorizzati le imposte evase in Italia, perché la presenza sul territorio nazionale e relativi dipendenti qualificano le attività come tassabili e si parla di miliardi di euro, negli ultimi anni si oscilla tra gli 11 e i 12 miliardi. Il settore offre fiscalità di settore e fiscalità tradizionale”. sm/AGIMEG