Le entrate extratributarie aumentano complessivamente di 4.083 milioni di euro. L’incremento è dovuto soprattutto ai fondi dell’Unione Europea per l’ottava rata del PNRR, ai maggiori dividendi delle società partecipate e ai proventi del settore giochi e scommesse.
È quanto si legge nel Dossier su Rendiconto 2025 e Assestamento 2026, che evidenzia anche l’adeguamento degli stanziamenti per aggi e vincite dei giochi.
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Entrate extratributarie: giochi e scommesse a +807 milioni
Le entrate extratributarie aumentano complessivamente di 4.083 milioni di euro. L’incremento è dovuto soprattutto ai fondi dell’Unione Europea per l’ottava rata del PNRR (+2.746 milioni), ai maggiori dividendi delle società partecipate (+600 milioni), ai proventi del settore giochi e scommesse (+807 milioni) e alle maggiori risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell’UE (+300 milioni).
L’aumento è parzialmente compensato da minori entrate derivanti da sanzioni e interessi tributari (-381 milioni) e da minori utili versati dalla Banca d’Italia (-228 milioni).
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Spesa corrente e stanziamenti per le vincite dei giochi
“Le proposte di assestamento prevedono un incremento della spesa corrente al fine di adeguarla ai tendenziali di finanza pubblica del DFP che già scontano maggiori stanziamenti per i rimborsi e le poste correttive delle entrate (1.710 milioni), riferiti in primo luogo alla regolazione dei rimborsi e delle compensazioni fiscali (1.265 milioni), nonché per l’incremento degli stanziamenti per le vincite dei giochi (395 milioni)“, si legge nel dossier.
“Con il provvedimento di assestamento si propone altresì l’aumento degli stanziamenti per:
- il finanziamento degli istituti di patronato (142 milioni);
- il rifinanziamento del fondo di parte corrente per la tutela del rispetto degli obiettivi programmatici di finanza pubblica (1.500 milioni), del fondo perequativo delle misure fiscali e di ristoro (260 milioni) e del fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche (100 milioni);
- i contributi in conto esercizio agli enti di previdenza (1.108 milioni), principalmente dovuti all’adeguamento degli stanziamenti al fabbisogno dell’INPS per il pagamento delle pensioni sociali e degli assegni sociali (600 milioni);
- l’attribuzione alle Autonomie speciali delle quote di tributi erariali ad esse spettanti in base ai relativi Statuti, calcolate in relazione all’andamento del gettito, anche di anni precedenti, rilevato a livello nazionale (35 milioni) e la regolazione contabile delle entrate erariali, riscosse dalle stesse regioni (275 milioni);
- l’adeguamento degli stanziamenti afferenti al funzionamento delle strutture della Difesa, dei Corpi di Polizia e dei Vigili del Fuoco (+145 milioni complessivamente), al funzionamento degli uffici giudiziari (+35 milioni), ai contributi alla Nato (69,5 milioni), alle assegnazioni alla Presidenza del Consiglio per l’adeguamento della quota Stato del gettito dell’8 per mille Irpef ai dati dell’entrata (85 milioni), agli aggi e le vincite dei giochi (557 milioni) e alla copertura degli oneri derivanti dalla contribuzione figurativa a favore dei genitori e familiari di persone con handicap (500 milioni)”, continua.
Previsioni 2026: entrate extratributarie in crescita di 7 miliardi in cassa
Le previsioni assestate per le entrate extratributarie nel 2026 indicano un aumento complessivo di 7 miliardi di euro in termini di cassa rispetto alla legge di bilancio, incluse le variazioni amministrative.
L’incremento è dovuto principalmente ai maggiori contributi a fondo perduto dell’UE per il PNRR (+2.746 milioni), ai dividendi delle società partecipate (+600 milioni), alle entrate da giochi e scommesse (+807 milioni) e alle risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell’Unione europea (+300 milioni).
Questi maggiori introiti sono in parte compensati da minori entrate derivanti da sanzioni e interessi tributari (-301 milioni) e da una riduzione degli utili versati dalla Banca d’Italia (-228 milioni).
Assestamento del bilancio 2026: spese finali a +12,2 miliardi
L’assestamento del bilancio 2026 prevede un aumento delle spese finali di 12,2 miliardi di euro, dovuto soprattutto all’incremento della spesa corrente (+10,63 miliardi) e, in misura minore, della spesa in conto capitale (+4,35 miliardi).
Le principali misure riguardano:
- il rifinanziamento del fondo per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica (1,5 miliardi);
- il fondo perequativo per misure fiscali e ristori (260 milioni);
- il fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche (100 milioni);
- maggiori risorse per Difesa, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco (145 milioni), uffici giudiziari (35 milioni) e programma NATO NSIP (69,5 milioni);
- un aumento delle assegnazioni alla Presidenza del Consiglio per adeguare la quota statale dell’8 per mille IRPEF (85 milioni);
- l’adeguamento degli stanziamenti per aggi e vincite dei giochi (557 milioni), in linea con l’andamento delle relative entrate.
Giochi e scommesse: effetto sul gettito e sull’indebitamento
“In miglioramento anche il gettito previsto per le entrate extratributarie (+4,1 miliardi circa per la competenza e +4,2 miliardi circa per la cassa). Impattano sull’indebitamento, in quanto non incorporati nei tendenziali del DFP, i maggiori dividendi da versare da parte delle società partecipate (+800 milioni), le maggiori entrate per il settore dei giochi e delle scommesse (+585 milioni) e altre entrate (+20 milioni).
Senza impatto sull’indebitamento netto aumentano, in particolare, le entrate derivanti dai dividendi delle società partecipate (+600 milioni) e le entrate del settore dei giochi e delle scommesse (+807 milioni), nonché quelle derivanti dai versamenti all’entrata del bilancio dello Stato dei contributi a fondo perduto erogati dall’Unione Europea per l’attuazione del PNRR, incorporati nell’ottava rata (+2,7 miliardi).
Si registrano, invece, minori entrate da ruoli relativi a sanzioni e interessi tributari (-381 milioni in termini di competenza e -301 milioni in termini di cassa) e minori versamenti di utili da parte di Banca d’Italia (-228 milioni). Non hanno, altresì, impatto sull’indebitamento netto le maggiori risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell’Unione europea (+300 milioni), a fronte delle quali si registra una corrispondente variazione in aumento della spesa”, conclude.
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cdn/AGIMEG

