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Dipendenze, Meloni: “Fenomeno in evoluzione”. Nel 2025 oltre 160 milioni investiti. Crescono gioco online e trading tra gli studenti

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Presentata la Relazione annuale 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, annuncia il rafforzamento delle risorse per prevenzione e cura: oltre 160 milioni di euro nel 2025.

Tra i giovani aumentano il ricorso al gioco online e le esperienze di trading, mentre oltre 300.000 studenti rientrano nelle fasce di gioco a rischio o problematico.

“La Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze descrive un fenomeno in evoluzione: cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono nuove fragilità e problemi sconosciuti. È una realtà molto complessa che richiede coraggio a 360 gradi e risposte lungimiranti”. Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto, attraverso un videomessaggio, la presentazione della Relazione annuale 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia.

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato l’impegno del Governo sul fronte della prevenzione e della cura delle dipendenze, evidenziando come“con questo Governo il sistema nazionale contro le dipendenze possa contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, con oltre 160 milioni di euro nel solo 2025”. Secondo la presidente del Consiglio, le risorse serviranno a rafforzare gli organici dei SerT, sostenere il lavoro delle comunità terapeutiche, investire nella prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio nazionale.

Meloni ha inoltre ricordato il lavoro svolto per definire un nuovo metodo di collaborazione tra le istituzioni e ha annunciato che è in fase di definizione il nuovo Piano nazionale sulle dipendenze, ribadendo l’obiettivo di costruire “una società libera dalle droghe e dalla dipendenza”.

Gioco d’azzardo: coinvolti 1,6 milioni di studenti

La Relazione dedica ampio spazio anche al gioco d’azzardo, che tra gli adolescenti raggiunge i livelli più elevati mai registrati.

Nel 2025, infatti, 1 milione e 600.000 studenti, pari al 64% della popolazione scolastica presa in esame, dichiara di aver giocato almeno una volta nella vita, mentre quasi 1 milione e 500.000 ragazzi (60%) riferisce di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi.

Tra le tipologie di gioco più diffuse figurano i Gratta e Vinci, scelti dal 76% dei giovani giocatori, seguiti dalle scommesse calcistiche (37%), dai giochi come poker, roulette e dadi (30%) e dagli apparecchi da intrattenimento, come Awp e Vlt, indicati dal 28% degli intervistati. La Relazione evidenzia come i ragazzi partecipino più frequentemente delle ragazze a quasi tutte le forme di gioco, ad eccezione dei Gratta e Vinci.

Continua la crescita del gioco online

Prosegue anche l’espansione del gioco online. Secondo la Relazione, nel corso del 2025 oltre 340.000 studenti, pari al 14%, hanno dichiarato di aver giocato su Internet.

In aumento risultano anche i profili considerati “a rischio” e “problematici”, che complessivamente riguardano oltre 300.000 studenti. Nel dettaglio, il 7,1% presenta un profilo di gioco a rischio, mentre il 5,2% rientra nella categoria del gioco problematico, entrambe in crescita rispetto all’anno precedente.

Il documento evidenzia inoltre che gli studenti appartenenti a queste categorie manifestano con maggiore frequenza altri comportamenti a rischio, tra cui episodi di furto, vandalismo, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze psicoattive, rispetto ai coetanei che non praticano il gioco d’azzardo.

Trading online: almeno un’esperienza per il 17% degli studenti

Per la prima volta, la Relazione analizza anche il fenomeno del trading online tra gli adolescenti, mettendone in evidenza alcune analogie con le dinamiche del gioco d’azzardo.

Secondo i dati raccolti, il 17% degli studenti, pari a oltre 420.000 ragazzi, dichiara di aver svolto almeno una volta attività di trading online. In particolare, il 15% riferisce di aver praticato trading finanziario, mentre il 12% ha sperimentato il cosiddetto trading sportivo.

Il documento inserisce queste nuove forme di attività tra i fenomeni da monitorare attentamente, evidenziando come possano condividere alcuni meccanismi psicologici tipici dei comportamenti di gioco, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.

La relazione integrale

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sb/AGIMEG

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