Arriva alla Camera la Relazione sul bilancio di genere (Anno 2024) presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti, contenente i dati del MEF.
Il fenomeno del gaming
“Il fenomeno del gaming si riferisce all’uso eccessivo di videogiochi da parte dei giovani, tale da configurarsi come una vera e propria dipendenza. Questo comportamento ha coinvolto soprattutto i ragazzi nell’ultimo anno, l’88,2 per cento mentre le ragazze sono state il 57,0 per cento. Nonostante la prevalenza maschile, si nota un progressivo ridursi di tale differenza, a dimostrazione del fatto che questa tendenza non è più un fenomeno esclusivamente maschile.
Le fasce di età più giovani, in particolare i 15 e i 16 anni, risultano le più attratte: tra i ragazzi, la percentuale di giocatori passa dal 91,9 per cento tra i quindicenni al 83,8 per cento tra i diciannovenni. Anche tra le ragazze, l’uso dei videogiochi è più diffuso tra le quindicenni, con una percentuale del 68,6 per cento. Nell’ultimo anno, si è registrato un aumento complessivo delle percentuali di giocatori”, si legge nel testo.
“Dal mondo dei videogiochi emergono alcune problematiche: più di 290mila studenti minorenni (pari al 19 per cento) manifestano comportamenti a rischio, spesso accompagnati da forti reazioni emotive quando devono interrompere il gioco.
A questo fenomeno si collega quello degli Hikikomori: oltre 25 mila studenti sotto i 18 anni (1,7 per cento) si sono isolati per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3 per cento ha sperimentato periodi di isolamento compresi tra tre e sei mesi, spesso dovuti a difficoltà di natura psicologica, relazionale o familiare”, aggiunge.

Il gioco d’azzardo
“Per gioco d’azzardo si intende una scommessa di denaro su di un determinato evento il cui esito dipende interamente dal caso. La frequenza del gioco d’azzardo fra gli studenti di 15-19 anni, è passata dal 40,0 per cento nel 2018 al 57,2 per cento nel 2024.
Analizzando le differenze di genere, la percentuale di ragazzi che giocano d’azzardo tende ad aumentare con l’età, passando dal 58,3 per cento fra i ragazzi 15enni al 73,1 per cento fra i ragazzi 19enni. Nel caso delle ragazze, si passa dal 47,3 per le 15 anni al 51 per cento delle 18enni e al 53,7 per cento delle 19enni”, sottolinea.

cdn/AGIMEG

