Regno Unito, sciopero dell’ippica contro l’aumento delle tasse sul gioco

Giornata storica per l’ippica nel Regno Unito: per la prima volta, il settore ha deciso di fermarsi in segno di protesta contro la riforma fiscale proposta dal Governo. Oggi in tutto il Regno Unito non si terranno corse, i palinsesti televisivi resteranno vuoti e i tradizionali elenchi delle giubbe non compariranno sui giornali. Cavalli, fantini e allenatori resteranno nelle scuderie, mentre gli operatori della filiera si ritroveranno al Queen Elizabeth II Centre, di fronte a Westminster, per manifestare contro l’aumento delle imposte sul gioco.

La misura del Tesoro prevede un’aliquota unica del 21% per tutti gli operatori del settore, portando così l’ippica a un incremento del 6% per allinearsi ai casinò online. Un cambiamento che si sommerebbe al prelievo obbligatorio già in vigore, pari al 10% degli utili lordi dei bookmaker destinato al fondo per le corse.

L’industria dell’ippica, che rivendica un contributo annuo di 4,1 miliardi di sterline all’economia nazionale – soprattutto a beneficio dei piccoli centri – avverte che la riforma rischia di avere effetti devastanti. Secondo un’analisi indipendente citata dal CEO della British Horseracing Authority, Brant Dunshea, l’impatto potrebbe tradursi in perdite per 66 milioni di sterline (76,2 milioni di euro) già dal primo anno, con uno scenario peggiore che arriverebbe fino a 160 milioni di sterline (185 milioni di euro) e circa 2.700 posti di lavoro a rischio.

A differenza dei casinò online, il mondo delle corse comporta costi indiretti elevati legati all’allevamento, alla gestione degli ippodromi e alle attività collaterali. Molti ippodromi, inoltre, sono parte integrante delle comunità rurali, fornendo occupazione e occasioni sociali. sm/AGIMEG